THE FLYING EYES – Done So Wrong (Trip in Time)

Tenuto conto che il loro disco omonimo non era altro che una raccolta dei loro due introvabili E.P., quello che gira sul mio stereo è il primo vero album del quartetto di Baltimora domiciliato artisticamente in Germania. Anche questo Done So Wrong si avvale della grafica visionaria e psichedelica di Kiryk Drewinski che ben traduce le visioni psichedeliche della band che si posano ora su scuri riff sabbathiani (Death Don‘t Make Me Cry, Nowhere to Run, Heavy Heart) dominati dalla voce di Will Kelly che suona come un incrocio luciferino tra Glenn Danzig e Jim Morrison, ora su dolcissimi ricami folkedelici (Sundrop, Overboard) che a me hanno ricordato vanti nazionali come Birdmen of Alkatraz e Strange Flowers. La lunga title track tradisce inoltre l’amore per lo space rock degli Hawkwind così come Leave It All Behind chiude all’insegna del rurale pastificio country di Workingman‘s Dead.

                                                                                      Franco “Lys” Dimauro   

theflyingeyescover-Artwork-by-Kiryk-Drewinski.jpg

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