ALEX CHILTON – Live in Anvers (Last Call)

0

Sotterrata da anni l’ascia del r ‘n r sanguigno che lo aveva spinto a mischiare il suo sperma con quello di gente come Tav Falco, Cramps o Gories, il buon Alex ha scelto di ritagliarsi una vita da tranquillo 50enne fuori dalla ribalta e dalla sua nativa Memphis. Torna ora in pista con un disco piacevole ma inoffensivo, uscito forse più per una fisima personale che per mirare al mercato, con una scaletta mansueta e accomodante (spunta pure una cover italiana del primo molleggiato ma quello delle covers insolite è un vezzo vecchio per Alex, ricordo una Volare tinta di rock in un suo concerto dell‘86, NdLYS) da placido meriggiare casalingo piuttosto che da piccola belva rock ‘n roll. Non è dunque il mezzo migliore per approcciare il Mito (indispensabili invece almeno Lost Decade e i lavori dei Big Star, TUTTI) ma soltanto di un godibile live che si muove tra morbidi r ‘n r, languori jazzy, R ‘n B da salotto buono.

 

Franco “Lys” Dimauro

MI0000479385

 

Annunci

THE ROLLERS – Elevator / Voxx / Ricochet (7t‘s )    

0

Oggetto di uno dei più robusti ed invasivi culti nella storia della cultura pop, dei Bay City Rollers pare oggi essersi persa memoria. Ben vengano dunque le reissues della 7t‘s, label dedita al recupero della memorabilia glam/bubblegum di quel decennio. Questa è la trilogia conclusiva, pubblicata col moniker The Rollers dopo che l’uragano punk aveva inghiottito la Rollermania, mentre la formazione subiva il crollo delle proprie vendite, l’abdicazione dalle charts, i sabotaggi promozionali della Arista e i ribaltamenti di line-up. Ciò nonostante, la musica dei Rollers rimaneva ancora l’emblema di un rock appiccicoso, costruito per piacere e per invadere le classifiche e i letti delle teenagers. Ovvero ciò che realmente conta nel music-biz, molto più che le parole di un recensore di merda come me. Insomma, roba che nella sua tamarraggine più oscena (diciamo Ricochet…) è capace di sfiorare le nefandezze del nostro Umberto Balsamo.

                                                                                  Franco “Lys” Dimauro

 

1300040290_kopija-02_tn

download (96)

download (95)

TAV FALCO & THE UNAPPROACHABLE PANTHER BURNS – Conjurations (Stag-O-Lee)

0

Tav Falco è il reduce di una stagione che si è spenta.

Definitivamente falciata dal triste mietitore.

Lux Interior, Jim Dickinson, Alex Chilton sono dei fantasmi che suonano con Elvis.

E Tav Falco pare sempre più solo, malgrado continui a circondarsi di bella gente.

Ma l’orchestra di Memphis non esiste più: le Pantere sono ora tutte belve europee che raramente hanno l’occasione di mordere perché la musica di Gustavo Falco si è, con gli anni, ammansita e Conjurations suona molesto come un Tom Waits che ciondola alticcio per i vicoli del Pigalle. Messe da parte le covers Tav si concentra su materiale autoctono, spesso risolto in tanghi ebbri raccontati con quel tono da cabarettista del rock ‘n roll che gli è proprio ma che appare sempre più distante, sempre meno coinvolto, partecipe o appassionato. Altrove (Sympathy for Mata Hari, Gentlemen In Black) viene fuori una ripetitività ossessiva figlia dei raga malati di Velvet Underground e Suicide. Piaccia o meno, è questa la nuova dimensione di Tav. Sempre più distante dal rock ‘n roll e sempre meno feroce.

 

                                                                                        Franco “Lys” Dimauro

199611