TAV FALCO & THE UNAPPROACHABLE PANTHER BURNS – Conjurations (Stag-O-Lee)

Tav Falco è il reduce di una stagione che si è spenta.

Definitivamente falciata dal triste mietitore.

Lux Interior, Jim Dickinson, Alex Chilton sono dei fantasmi che suonano con Elvis.

E Tav Falco pare sempre più solo, malgrado continui a circondarsi di bella gente.

Ma l’orchestra di Memphis non esiste più: le Pantere sono ora tutte belve europee che raramente hanno l’occasione di mordere perché la musica di Gustavo Falco si è, con gli anni, ammansita e Conjurations suona molesto come un Tom Waits che ciondola alticcio per i vicoli del Pigalle. Messe da parte le covers Tav si concentra su materiale autoctono, spesso risolto in tanghi ebbri raccontati con quel tono da cabarettista del rock ‘n roll che gli è proprio ma che appare sempre più distante, sempre meno coinvolto, partecipe o appassionato. Altrove (Sympathy for Mata Hari, Gentlemen In Black) viene fuori una ripetitività ossessiva figlia dei raga malati di Velvet Underground e Suicide. Piaccia o meno, è questa la nuova dimensione di Tav. Sempre più distante dal rock ‘n roll e sempre meno feroce.

 

                                                                                        Franco “Lys” Dimauro

199611

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