JEFF BUCKLEY – You and I (Legacy)  

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Quella di raschiare il fondo dei barili è una pratica che non ho mai condiviso.

L’ho trovata sempre una consuetudine poco rispettosa del volere di un artista. Un voler rimestare dentro le sue cose, anche le più intime e delicate, un voler frugare dentro i suoi cassetti con i musi a forma di cani da tartufo e le unghie da sciacalli, pur di trovare una pepita dimenticata da rimettere nel mercato.

Quando al posto del barile c’è una bara, nonostante la simpatica similitudine linguistica, alla disapprovazione si aggiunge un senso di sacralità profanata che altera il mio senso del gusto e, quindi, del giudizio.

Jeff Buckley dunque. Già “vittima” di un’operazione simile anni fa, torna a riempire le cronache delle riviste specializzate e dei comunicati stampa giusto in tempo per festeggiare il cinquantesimo compleanno di un ragazzo che ha preferito campare fino a trenta. A lui, di questa faccenda qui, non interesserà più nulla. Toccherà cavarcela da soli.

“Brani trovati per caso”, vorrebbero farci credere. Come se gli archivi della Sony fossero labirinti sepolti dalla sabbia del Sahara. Ma tant’è. Si tratta in realtà di roba che gira in rete da quattro/cinque anni buoni, che il mare che ha inghiottito Buckley era pieno di barracuda, prima che arrivassero i piranha.

Jeff Buckley piegato sulla sua chitarra, quasi certamente ad occhi chiusi.

Spoglio come un abete terminate le feste.

O in attesa di quella che dovrebbe arrivare e non arriverà.

Quasi esclusivamente cover, qualcuna addirittura un abbozzo (The Boy with the Thorn in His Side degli Smiths), più una prima stesura di Grace e un inedito sussurrato su una chitarra acustica che sarebbe stato meglio non importunare e che invece è stato propagandato, già quattro mesi prima dell’uscita del disco, come il pezzo-chiave di tutto il lavoro.

Se è vero, è lo è, che la voce di Jeff riesce sempre a mettere i brividi e che le cover di Just Like a Woman di Dylan e I Know It’s Over degli Smiths commuoverebbero anche un giaguaro, i dubbi etici sul reale valore di un’operazione simile permangono.

Cosa ci rivela di nuovo You and I su Jeff Buckley che non sapessimo già? Nulla.

Cosa ci chiede? Denaro. Che altro.

Il poeta è morto invano.

 

                                                                                  Franco “Lys” Dimauro

 

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