MONKS – Black Monk Time (Polydor)  

Se c’è un gruppo, anzi un disco, che è riuscito a far ottenere il diploma di musica d’avanguardia a una cosa primitiva, maleducata e ignorante come il garage rock, quel gruppo sono i Monks.

Quel disco è Black Monk Time.

Ovvero un demente rosario nei cui dodici misteri vengono recitati anarchici e surreali messaggi pacifisti di cocente attualità (la guerra in Vietnam) e di straordinaria premonizione (la guerra santa cui assistiamo sbigottiti oggi) misti ad apparenti non-sense linguistici (da assurdi giochi di parole a semplici conti alla rovescia) che fanno sospettare i cinque monaci abbiano esagerato col calice eucaristico.   

Siamo ideologicamente dalle parti dei Fugs e dei Deviants, mentre musicalmente è un surreale e deragliante garage-rock a dominare fra le navate da cui i monaci ospiti della confraternita tedesca lanciano i loro sermoni. Musica da capelloni suonata da gente con la chierica. Una esasperazione un po’ folle e spettacolare di quanto, nel medesimo periodo, avviene in Italia con l’introduzione ufficiale della Messa Beat che però ha una funzione ecumenica che non trova riscontro nella protesta della musica dei Monks, definitivi anti-eroi della scena beat mondiale.

Un mosaico dadaista che usa il beat (ma anche le altre musiche bianche fino ad allora conosciute) come pretesto per pisciare fuori dall’orinale del pensiero omologato, ammansito ed esaltato dalle promesse di benessere del boom economico. E sceglie quel linguaggio perché è quello che meglio conosce e che meglio può arrivare alle orecchie del pubblico giovane, nonostante l’irriverenza di cui si fa portavoce e malgrado chi li sta ad ascoltare capisca, di quel messaggio, più la forma che le parole (non dimentichiamo che il disco è stampato all’epoca solo in Germania e che verrà pubblicato negli Stati Uniti, la terra della “libertà di parola”, solo trent’anni dopo, NdLYS).

Fossero nati dieci dopo avrebbero suonato come i Suicide, probabilmente.

O come gli Psychic TV.

O come i Butthole Surfers.

Chi può dirlo?

Qualunque sia la vostra fede e qualunque siano i vostri dubbi teologici e morali, lode ai Monks.

Gli eretici con il saio.

 

                                                                                              Franco “Lys” Dimauro

 

0602517852082

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