SEX MUSEUM – Fifteen Hits That Never Were (Locomotive)

E chi si li ricordava più, i Sex Museum? Partiti da Madrid nel 1985 come band garage, ne avevo perso le tracce dopo un primo disco di matrice 60’s come Fuzz Face e un paio di lavori per la Romilar-D che si spostavano, come un po’ dappertutto allora, verso una visione delle “radici” compromessa col punk restando, comunque, sempre roba di seconda classe. Li pensavo seppelliti lì, pace all’anima loro. Scopro adesso grazie a questa retrospettiva che hanno prodotto invece altri otto album e dato un ulteriore giro di vite al loro suono, orientandolo verso un hard un po’ manierato e lezioso. Risultato: era meglio pensarli defunti, soffocati dallo tsunami metal-funk, crossover e grunge che mieté tante vittime nei primi anni ‘90. Quello che resta è invece una versione infame e metal-oriented degli Steppenwolf e degli ultimi, terribili, Deep Purple Mark XXIV con poca grinta e poche cose da ricordare.

                                                                                  Franco “Lys” Dimauro

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