EL CUY – El Cuy (World in Sound)

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Se per voi l’idioma sudamericano (peruviano, nella fattispecie) in un contesto rock ‘n roll ad alto voltaggio non è un problema, allora preparatevi a sprofondare nel maelstrom furioso degli El Cuy, da Lima, Peru. Nella loro top faves su Myspace hanno i Motörhead, gli Stooges e i Josiah. Niente di più perfetto per descrivere il loro suono che è in effetti un macigno staccatosi proprio da quei monoliti. C’è il basso martellante e battente in perfetto Lemmy-style (Arrancate La Piel, Rucanrol), il riff maniacale e malato della Detroit anni ’60 (Animal, il giro centrale di Iraquì), il blues straziato e devastato dai volumi (Sin Principio Ni Fin), protuberanze hard-rock (Juntos Y Separados), arborescenze e liquami psichedelici (El Rapto del Alma). E pur tuttavia il nodo della scelta della madrelingua rimane a mio avviso irrisolto e intralcia la ferocia del gruppo. Una promessa, una gran bella promessa. Ma per ora soltanto quella.

 

                                                                            Franco “Lys” Dimauro

 

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RAIN PARADE – Crashing Dream (Lemon)

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Fino ad ora irreperibile su CD, Crashing Dream fu il disco che “spezzò i sogni” dei Rain Parade. Per sempre.

Il peso di un contratto con un gigante come la Island con l’obbligo tacito di rendere più appetibile e smerciabile il suono folk-psichedelico della band gravò come un macigno su questo album, disintegrando nei fatti ciò che restava del gruppo (David Roback aveva tolto gli ormeggi molto tempo prima, come saprete, NdLYS). Musicalmente, spurgato ogni fragore elettrico dalle visioni Paisley di Emergency Third Rail Power Trip, ciò che restava erano delle ballate dolce/amare spesso noiose (avete provato a socchiudere gli occhi su My Secret Country o Sad Eyes Kill? Be’, fatelo….), talaltra dolcemente vicine a lambire i languori Postcard/Creation d’Oltreoceano, fino allo sfavillìo culminante di una Fertile Crescent che ancora oggi riesce miracolosamente a restare in equilibrio sulla cera per pavimenti passata da Steve Gronback per far piacere il disco ai papponi della Island.

 

                                                                                              Franco “Lys” Dimauro

Crashing+Dream+rain+parade

THE ACT-UPS – Play the Old Psychedelic Sounds of Today (Groovie)

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Trans-world punk rave up. Questa pare la missione della Groovie Records: estrarre nuove pepite da tutto il mondo e porgerle su questi vassoi di vinile corvino. Dopo i Sea-Ders dal Libano e i Cavestompers! dalla Russia è la volta di questa band portoghese al 3° LP. I puristi sono avvisati: la psichedelia evocata dal titolo e dalla grafica è solo una delle possibili “devianze” degli Act-Ups che invece lavorano soprattutto su solide strutture da blue-eyed soul e su stabili ponteggi rockabilly pur senza rinnegare la passione mai placata per il fuzz-punk più becero, come succede ad esempio su Death On You. Sono ancora lontani dal capolavoro e bands come i Solution viaggiano su altre orbite ma, come i quaderni delle scuole primarie, hanno ampi margini. Per ora con troppe sbavature.

 

                                                                                                          Franco “Lys” Dimauro

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AA. VV. – Italia Noir (Halidon)

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Il testo della consegna parla chiaro: riassumere efficacemente l’universo musicale che si annidava dietro i film poliziotteschi italiani degli anni Settanta.

L’Italia Nera, appunto.

Cercando, ovvio, di non andare fuori tema.

E in questo la compilation della Halidon fallisce un po’ l’obiettivo.

In maniera inspiegabile per quanto riguarda l’inclusione di un classico del surf-spazzatura come Surfin’ Bird dei Trashmen che aveva pochissimo di noir e assolutamente nulla di italiano. Un po’ in malafede invece per quanto riguarda la scelta delle due tracce firmate dal contemporaneo Daniele Benati che, seppur sfiorando di striscio il “mood criminale” cui la raccolta si ispira, appartengono ad un repertorio recente, del tutto fuori dal contesto filmico in cui erano nate le musiche dei vari Morricone, Micalizzi, Cipriani, Persimfans (quelli della sigla del programma-cult Con un colpo di bacchetta, NdLYS) o Goblin raccolte per l’occasione. E il fatto che Daniele sia il leader dei Ridillo, gruppo di punta dell’etichetta lombarda che sta per uscire in quasi-contemporanea col suo sesto album ai cattivi come me dà un po’ da pensare. Soprattutto in virtù del fatto che di roba da mettere su un disco così gli archivi sono stracolmi e che gli ampi canali distributivi della Halidon (che toccano anche le edicole) porteranno questo documento tra le mani di affezionati ma, soprattutto, di avventori che magari non sono proprio esperti in materia e che quindi magari sarebbe stato opportuno “guidare” meglio.

I compilatori sciupano quindi in parte l’occasione di riportare in vita un fenomeno artistico e sociale tutto italiano in cui si cimentarono compositori assolutamente fantastici e in stato di grande fertilità creativa.

Peccato, le prove Invalsi non sono state superate. 

                                                                                              Franco “Lys” Dimauro

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