MUSICANOVA – Garofano d’ammore / Brigante se more / Festa Festa (Lucky Planets)

Dopo aver “accusato” il fratello Edoardo di essere un “rinnegato” (buon per lui che non immaginava ancora a quali scempi il fratello si sarebbe dedicato in dischi come Ok Italia o Kaiwanna e che il giudizio tutto sommato “gentile” si riferisse alle prime, peraltro dignitosissime prove di Edo, ancora vincolate a un concetto tutto sommato popolare anche se suonato col piglio da folksinger post-Dylaniano, intriso di blues e folk americano quindi lontano dalle nostre radici tradizionali, NdLYS) e aver lanciato il progetto della Nuova Compagnia di Canto Popolare come uno dei più affidabili gruppi di lavoro e studio delle musiche di estrazione popolare (pizzica, taranta, tarantella, fronne, ecc. ecc.) Eugenio Bennato avrebbe dato il via ai MusicaNova, ensemble aperto che, con nomi e comparsate diverse come d’altronde rientrava nei piani programmatici, continua il suo lavoro all’interno del progetto Taranta Power. Ovviamente i tempi dell’ostracismo verso tutto ciò che era contaminazione di cui allora Eugenio era alfiere assieme ai suoi colleghi De Simone o D’Angiò sono un ricordo lontano e la Taranta Power di oggi non fa che affiancarsi, sempre con grande classe, al carrozzone della musica tradizionale “rivisitata” e potenziata, modernizzata da un differente, dinamico, malleabile approccio allo studio di registrazione. È grazie alla milanese Lucky Planets se oggi la discografia dei MusicaNova torna nuovamente fruibile a una generazione che probabilmente allora non era ancora nata ma che adesso, trainata dal carrozzone “alternativo” che rivaluta la tradizione popolare collegandola a un discorso più globale di rispetto e riscoperta delle radici, si trova a rimasticare canzoni che sono dei veri e propri inni al riscatto popolare come Brigante se more o Vulesse addeventare nu brigante rivalutate nel corso degli anni da una miriade di gruppi dal respiro popolare (dai Ventu Novu ai Mercanti di Liquore) nonché da una serpentina di buskers che da Trieste a Ragusa affolla e colora le strade con le sue treccine variopinte e spesso mal lavate e i pantaloni verdi militari, teatrino itinerante di piccoli eroi del vivere libero, sparate a zero sulla folla quasi come manifesti di militanza ideologica.

Il pezzo forte della collana è ovviamente il disco delle musiche commissionate al gruppo di Bennato da Anton Giulio Majano per lo sceneggiato (allora si chiamavano così le fiction televisive) L’eredità della Priora.

È la vicenda romanzata del brigantaggio del Sud Italia visto dagli occhi fieri e militanti dei Briganti, una storia di riscatto politico e morale contro i padroni che hanno infestato (e infestano tuttora, sotto altri nomi ma sempre con il principio dello sfruttamento, o delle risorse o della forza lavoro o di qualsiasi altra schifezza si possa strappare al Sud) il Regno delle Due Sicilie, dai Normanni fino ai Savoja ovvero gli avi degli Agnelli che hanno sfruttato e poi defenestrato i lavoratori di Termini Imerese, oltre ai “deportati” alla Mirafiori piemontese).

Il disco, Brigante se more, contiene i pezzi più popolari dell’ensemble, ormai assurti a brani di pubblico dominio, seppure non lo siano nei fatti.

Musicalmente si pesca a piene mani dalla tradizione musicale del Sud, rielaborata in chiave strettamente acustica ma con un impatto devastante per forza evocativa e scelta dei suoni. Garofano d’ammore, che segna di fatto la nascita di MusicaNova è soprattutto un lavoro di ricerca vocale, naturalmente applicata alla musica tradizionale meridionale. I pezzi sono infatti interamente ripescati dal repertorio popolare storico (come le celebri Montanara o la Pizzica Tarantata che tra l’altro rivive perpetuamente nelle esecuzioni “soliste” della De Sio, coinvolta nell’incisione del disco assieme a gente come Toni Esposito e Robert Fix) e riproposti con gioiosa partecipazione emotiva. Festa Festa, altro albo famoso del collettivo che si avvale a quell’epoca (siamo ai primi anni Ottanta) delle tammorre del grande Alfio Antico nonché della produzione di Shel Shapiro (a mio avviso fin troppo lambiccata per un gruppo che faceva comunque leva sull’impatto naturale, quasi sciamanico della propria musica acustica e comunque a risentire adesso, decisamente datato e innaturale) contiene altri piccoli classici del repertorio di Bennato e D’Angiò come la già nota Canzone per Iuzella, Vento del Sud, L’acqua e la rosa. Le tematiche rimangono quelle care al gruppo partenopeo e che sono poi quelle condivise dal popolo del Sud di cui MusicaNova si fa voce: l’amore, l’emigrazione, la miseria, il riscatto morale dei più deboli, la ricerca disperata ma romantica della fortuna. A parte quell’eccesso di iperproduzione di cui vi dicevo, pezzi come Ex Voto o A La Festa si stagliano nel cielo come due dei momenti più alti della musica popolare nazionale di quegli anni. A voi invece non resta che mettervi sotto quel cielo e aspettare che meteoriti come queste vi piovano addosso.

 

                                                                                              Franco “Lys” Dimauro

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