THE VEGABONDS – Dear Revolution (autoproduzione)

Non ne aveste ancora abbastanza dei corvi, eccovi i Vegabonds, che pescano un po’ da quelli neri di Atlanta e un po’ dai sette che Adam Duritz sogna di contare in California nei primi anni Novanta.

I Vegabonds provengono però da Auburn.

Esiste un Auburn in ogni stato del Nord America, o quasi. Ma i Vegabonds si sono scelti quella dell’Alabama, uno degli stati più conservatori e tradizionalisti della confederazione: il posto perfetto per la loro musica.

Southern rock da statale americana, spesso al limite del plagio. Brandee e Dorothy Gayle ad esempio svolazzano dalle parti di Soul Singing e Remedy così come We‘d Escape sembra una outtake da Recovering the Satellites ma sono tra i tentativi di volo meglio riusciti.

Del resto anche i corvi imparano a volare guardando mamma è papà.

Però, nonostante le buone intenzioni, si arriva alla fine del viaggio stanchi.

Manco questa cazzo di statale ce la fossimo fatta a piedi.

E quando alla fine appaiono tra la polvere i cartelli delle ultime città (The Wanderer, The Preacher, Dear Devolution) o la linea della frontiera (The Border), gli occhi si sono già concessi altre più piacevoli distrazioni. 

 

                                                                                              Franco “Lys” Dimauro

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