DAVID BOWIE – ‘hours…’ (Virgin)  

La tensione dei due dischi precedenti viene disinnescata con ‘hours…’, disco-rifugio che già dalla copertina annuncia un desiderio di riposo e di cure. È il debutto ufficiale nel nuovo mondo digitale (il disco è in assoluto il primo album di una star ad essere scaricabile in rete prima della sua uscita “classica” e il popolo di Internet viene chiamato a partecipare fattivamente alla realizzazione del disco con tanto di contest lanciato dal sito dell’artista, NdLYS) ma è, nei fatti, una sorta di ritorno alla normalità a tratti imbarazzante di dischi come Never Let Me Down e Black Tie White Noise.

Ogni provocazione è soffocata e la dimensione scelta da Bowie è quella del cantante confidenziale venuto a raccontarti della sua vita, senza in realtà raccontare nulla. Si resta dunque in attesa di una rivelazione che non verrà rivelata, di una confessione che non verrà confessata, di una profezia cui tornare a credere.

E invece non arriva neppure quella. E si torna ad arrabbiarsi col Duca, qui più bianco che mai, per aver tradito una volta ancora le nostre aspettative e aver badato più al contenitore che al contenuto. Per averci illusi che era possibile separare i suoi dischi dal resto del mondo e poterne fare una pinacoteca di capolavori tutti dissimili ma tutti necessari. E averci rovinato la collezione.

 

                                                                                  Franco “Lys” Dimauro

 

MI0001609259

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