GET LOST! – Never Come Back (Voodoo Rhythm)  

Registrato in soli quattro giorni, Never Come Back è il “rientro in scena” dei Miracle Workers che tutti aspettavano dai tempi di Inside Out. Come se tutto quello che fosse successo dopo quel disco non fosse mai esistito, Robert Butler e Gerry Mohr si ritrovano quasi per caso in Svizzera e decidono, assieme ad un altro rifugiato americano (attualmente al servizio dei Jackets) e a Kat Aellen già al fianco di Butler nei Bishops Daughter, di mettere in piedi un progetto estemporaneo che suoni come suonavano i Workers ai tempi della Moxie, più di quindici anni prima. Il disco che ne viene fuori è un croccantissimo album di garage punk old-school, dove tutto ciò che sbrodola è fermentato nel fuzz e ogni nota sembra portarci indietro ai tempi dei Gravedigger Five (la cover di Spooky), Gruesomes (lo yè yè divertente di Mdmation), Chesterfield Kings (la You’re the One già nel repertorio dei Cavemanish Boys e che qui raggiunge vette di assoluto splendore), Fuzztones (la cripitca e sinistra Elevator che chiude l’album), Morlocks (la loro versione di One Way Ticket è assolutamente devastante), Tell-Tale Hearts (il dutch-beat sporcato di Outsiders e Q65 di Love Is a Garden).

Insomma, come dover compilare una raccolta del miglior neo-garage degli anni Ottanta e trovarsela già pronta.

Comodo e devastante.    

 

                                                                                  Franco “Lys” Dimauro

 

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