DUBIOZA KOLEKTIV – Happy Machine (Koolarrow)

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Il primo avvertimento è che il “collettivo” bosniaco sarà sul palco del Concertone del Primo Maggio 2016.

Il secondo è che, nel panico di non farvi trovare impreparati (“ci sono Capossela, i Tiromancino, i Marlene Kuntz, i Mau Mau, Raiz, Avitabile e poi un gruppo dei Balcani che non mi ricordo il nome”) non commettiate l’errore di fidarvi di Itunes che vi farà pagare per quello che la band, coerentemente alle proprie ideologie liberali (una delle loro cose migliori di questo loro disco è dedicato ai fondatori di The Pirate Bay), mette in download completamente gratuito sul proprio sito. 

Ecco, il “gruppo dei Balcani di cui non ti ricordi il nome” sono i Dubioza Kolektiv, in giro da ormai tredici anni buoni con la loro miscela di elettronica, reggae, turbo-folk, chitarroni rock e l’immancabile brass-band di contorno che magari diventa irritante per l’uso domestico ma che dal vivo tramuterà il vino in urina, rinnovando il ricordo delle Nozze di Cana. Perfettamente allineati alle storiche realtà trasversali della musica europea (dai Mano Negra agli Asian Dub Foundation e ai nostri Aretuska passando per gli Urban Dance Squad), i Dubioza Kolektiv provano insomma a distillare la loro forma di felicità e a servircela in proletarie bottiglie in PET che raccoglieremo il 2 Maggio per mandarle al macero in attesa si sveglino quelli che “quanto mi sono divertito ieri, raga, con quella band balcanica che non mi ricordo il nome!”.

   

                                                                                  Franco “Lys” Dimauro

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