THE CAN – Monster Movie (Music Factory)  

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Anche se la citazione perfetta del mondo Warholiano l’avrebbero tirata fuori solo nel 1972 con la copertina di Ege Mabyasi, la cover art del debutto dei Can con un Galactus senza volto che sguaina la spada era già pop-art, a modo suo.

Insomma, dopotutto il debutto della formazione tedesca era qualcosa come un disco volante, come un oggetto volante non identificato che atterrava sul piatto di casa tua e non eri tanto sicuro di volerne parlare ad altri, di quell’incontro ravvicinato.

– Cosa ti hanno detto???

– Ehm….Baby, yoo doo right, yoo doo right, baby, yoo doo right, yoo doo right….

– ??? Soltanto questo?

– Più o meno. Ma per ben venti minuti eh?

No, davvero non era credibile.

 

Dei Can insomma, nessuno ne parlava.

Si aggirava il discorso, usando vie alternative.

La scena teutonica. Il kraut-rock. La musica colta. Le sperimentazioni tedesche. L’avanguardia germanica. I restauratori del Mein Kampf. I figli delle SS.

Roba così.

Ma Monster Movie restava un disco bellissimo, anche con Galactus in copertina. Anche se era meno mostruoso rispetto al prototipo progettato dai guastatori Can, rifiutato dalle officine che avrebbero dovuto assemblarlo.

Ovviamente non c’erano solo quei venti minuti di martellamento pazzoide e beefheartiano, anche se ne occupavano un’intera facciata.

C’erano dentro le visioni interstellari dei Pink Floyd e i canali di scolo della metropoli americana dei Velvet Underground fuse con un senso di anarchia latente e sprezzante. C’era la voglia di una musica libera costretta suo malgrado a sfruttare la sua capacità retrattile pur di essere contenuta dentro un supporto (Yoo Doo Right è in realtà una interminabile cavalcata onirica di ben sei ore di durata).

A farsi in qualche modo intrappolare pur di mettere in atto il suo progetto, come in fondo fanno i supereroi quando decidono di farsi disegnare per mostrare le proprie gesta dentro una striscia di inchiostro.   

 

                                                                                  Franco “Lys” Dimauro

monstermovie

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