BLUE CHEER – What Doesn‘t Kill You… (Rainman)    

Cosa aspettarsi da un nuovo Blue Cheer 17 anni dopo lo sbiadito Highlights and Lowlives? Niente di buono, ovviamente. La furia cieca di Vincebus Eruptum era già allora un ricordo lontano, scavalcata da un rifferama muscoloso e testosteronico ma distante anni luce dal climax supersonico di QUEL disco. Siamo sempre davanti a dei reduci che hanno già dato il meglio di sé e a cui si chiede di godersi il proprio posto nella storia. Il suono di “questi” Blue Cheer cede alle lusinghe del metal e dello stoner (che alla loro intuizione di un blues-rock deformato e super-saturo deve quasi tutto, non scordiamolo, NdLYS) così come 40 anni fa a quelle del blues e il risultato, se potrebbe andar bene a qualsiasi gruppazzo hard rock moderno, non rende giustizia alla loro gloria.

                                                                                  Franco “Lys” Dimauro

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