NICCOLÒ FABI – Una somma di piccole cose (Universal)

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Immerso nella valle del “Baccano” per fare un disco sottovoce.

Pizzicando le corde di una chitarra, picchiettando i tasti di un pianoforte attento a non far loro del male. Con cauta benevolenza.

Aprendo la boccia dei propri ricordi, liberando quelle larve di dolore nell’aria tersa di un pomeriggio più primaverile di altri.

Una somma di piccole cose è uno di quegli inaspettati capolavori che la musica d’autore può ancora regalarci, porgendolo con una carezza e senza accendere troppi riflettori.

Senza prenderci con l’inganno delle luci abbaglianti, come fanno i nemici estemporanei incrociati su una strada provinciale e di cui non conosceremo mai il volto.

Senza estorcerci la meraviglia con i giochi di prestigio.    

Un disco che ci racconta la favola triste della realtà e ci offre qualche spunto per provare ad aggirarla quando il muro è troppo alto per poterlo scavalcare in corsa o quando ci restano bloccati in gola i bocconi offertici da un Dio che ha sbagliato a fare le porzioni.

Un disco che tenta una via di fuga per non farsi schiacciare da un cielo divenuto un’opaca lastra di vetro messa fra noi e la nostra parte migliore.

Per impedirci di toccarla, pur facendone intravedere la forma.

Per nascondere con il colore dell’alba la via che stiamo percorrendo verso il tramonto.  

Una somma di piccole cose insomma. Una somma di piccole cose preziose.

 

                                                                                              Franco “Lys” Dimauro

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