GONG – Camembert Electrique (Charly)

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È il 1967 quando la più eccentrica comune hippie inglese sbarca in Gallia esportando il suo carico di freakerie assortite. Una vera confetteria di musiche aliene e voci venusiane. Come ascoltare la musica popolare di Marte, migliaia di anni luce lontano. Il Camembert Elettrico esce nel ‘71 ed è il primo album ufficiale dei Gong, dopo il terremoto giovanile del Maggio Parigino cui Allen e gli altri prendono attivamente parte (rischiando pure l’arresto) ma quegli scossoni politici e sociali vengono qui dispersi in un liquido amniotico LYSergico (You Can‘t Kill Me), caricati su una carovana da circo equestre marziano (Dynamite, Selene), sciolti nell’acido (I‘ve Been Stone Before, I Am Your Fantasy). È un disco ancora oggi fondamentale, una Odissea in uno spazio popolato da folletti e gnomi, un mondo fantastico che la ricerca spaziale sfaterà a breve consegnandoci un Universo vuoto e desolato.

 

                                                                                              Franco “Lys” Dimauro

 

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THE SPARROW – The Complete CBS Recordings (Rev-Ola)    

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L’avvicendamento di John Kay tra le fila degli Sparrows fu il passo decisivo per la svolta che portò alla nascita degli Steppenwolf. Spostatosi a New York, il gruppo canadese abbandonò il pop caramelloso di calco inglese per andare alla riscoperta del blues e della roots music americana, prima di muoversi verso la costa e dare voce agli incubi in cui si stavano trasformando i sogni della summer of love. Nei tre singoli degli Sparrow e negli altri 14 brani che esauriscono le loro registrazioni per la Columbia/CBS ci sono già i tratti peculiari del suono-Steppenwolf: la voce roca di John adatta a mordere i numeri più bluesy (mentre quella di Mars Bonfire è scelta per i pezzi più inclini al folk psichedelico, NdLYS), chitarre acide e visionarie e spruzzi di tastiera e piano honky-tonk a rendere tutto più rotondo.

                                                                                  Franco “Lys” Dimauro

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ULLI LOMMEL – Blank Generation (MVD Visual)

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Non è il film di Ivan Kral sulla scena punk di NY ma l’omonima pellicola di quattro anni più giovane consegnata agli annali più per le performance dei Voidoids che per la partecipazione di Richard Hell in qualità di modesto attore.

Hell fu molto critico sul film allora e lo è ancora oggi ma, ora che in qualche modo ha deciso di rimettere ordine nella cantina di casa, assiste a questa riedizione in DVD seguendo il processo di digitalizzazione e lasciandosi intervistare da Luc Sante nel making of stipato in fondo al dischetto. E il fatto di aver acquistato un DVD di cui parlano male gli stessi protagonisti subito dopo essertelo sucato per 80 minuti, ti fa sentire un idiota. Blank, appunto.

Che dire? Il film è osceno. Non nel senso che si tratta di un pornazzo ma in quanto manca del minimo richiesto ad un film: una sceneggiatura passabile e una recitazione che vada oltre l’approssimazione da dilettante. Blank Generation non ha ne’ l’una ne’ l’altra cosa e soffre, anche dopo il restauro, di una vivacità di colori e di audio praticamente vicina a quella del viso di Nosferatu.

 

                                                                                              Franco “Lys” Dimauro

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