APHRODITE‘S CHILD – End of the World / It‘s Five O’Clock (Esoteric)

Premetto che odio il pop barocco, quelle merdate rock con vezzi da opera sinfonica e che ho sempre mal sopportato anche Sgt. Pepper‘s, universalmente riconosciuto come il capolavoro dei Beatles.

Il 1 Giugno del 1967 il rock ‘n roll diventa adulto e, contemporaneamente, muore.

Al suo posto nascerà il rock. Che è altra cosa. Carino, ben vestito, pieno di suppellettili da bazar indiano, affascinante. Ma un’altra cosa.

I primi due album degli Aphrodite‘s Child ne sono un esempio calzante.

Due dischi elaborati dove convivono organi da chiesa, mellotron, arie medievali, tradizionali greci, carillon, tablas, voci in falsetto, folk psichedelico e sperimentazioni assortite. Con dentro cose ignobili (Rain & Tears, It‘s Five O’Clock o Marie Jolie p.e.) ma anche pregiata sartoria freak (Don‘t Try to Catch Me, You Always Stand in My Way, The Shepherd and the Moon o Let Me Love, Let Me Live) che ora, per la prima volta, vengono rimasterizzate e arricchite da tutti i singoli pre-666.

Una cartocciata di musica leggera con la pretesa di voler essere ingombrante.

Demis Roussos ci riuscirà anche fisicamente, Vangelis solo artisticamente.

Qui, su questi due barbecue stracolmi di carne, c’era il preludio a tutto.

 

                                                                         Franco “Lys” Dimauro

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