SOUNDGARDEN – Down on the Upside (A&M)  

Climaticamente molto simile all’omonimo doppio album dei Metallica, Down on the Upside mostra una band comodamente adagiata su un suono mainstream che ha ormai prosciugato, come tutto il bacino di Seattle, ogni briciolo di carica eversiva.   

Disinnescata da tempo la forza rivoluzionaria dei primi anni e conclusasi con successo la prima sfida di penetrazione nel mercato, il nuovo match fra i reduci del grunge si gioca sul campo della difesa delle posizioni raggiunte in termini di leader del mercato alternative-rock mondiale.

È dunque una partita giocata più sulla propria metà campo e i Soundgarden si dimostrano in grado di difendere con grande dignità lo status raggiunto con i due album precedenti, scrivendo delle rock songs potenti assestate il più delle volte su un suono compatto ed avvolgente, nel cono d’ombra generato dal Black Hole Sun di due anni prima.

Un sound ammiccante che raramente si concede qualche sfuriata (Ty Cobb, Never Named, No Attention) e che preferisce piuttosto muoversi nella rassicurante penombra che offre a Chris Cornell l’atmosfera necessaria per i primi esercizi solisti.  

 

                                                                                  Franco “Lys” Dimauro

1996-Down-on-the-upside.jpg

 

 

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