CONSORZIO SUONATORI INDIPENDENTI – Ko de mondo (Black Out)  

0

Ko de mondo è l’unico disco del Consorzio a non contemplare la presenza femminile. Un lavoro per soli uomini, affacciati al balcone da cui si vede sfumare l’Europa e decisi a rinnovare un voto, a ravvivare un patto, a dare concretezza ad un terzo, nuovo piano quinquennale sottoscritto pubblicamente il 18 Settembre del 1992 all’interno del Museo Pecci di Prato, davanti a testimoni che sono compagni e figli fedeli come Ustmamò e Disciplinatha.

Ko de mondo e tutto il progetto del Consorzio ridefiniscono, volutamente, il ruolo di Giovanni Lindo Ferretti e ne convertono l’incarico di sobillatore in una figura quasi paterna e certamente più adulta di tutore della memoria. Un concetto, questo, fondamentale per comprendere a pieno tutto quello che Ferretti e compagni realizzeranno negli anni Novanta. Il “luogo della memoria” diventa per i C.S.I. una dimora imprescindibile, necessaria, vincolante, un patrimonio da tutelare. Il suono che ne viene fuori, seppur concedendosi lo sfizio di un approccio moderno rispetto a quello “rigido” dei primi CCCP così come a quello un po’ circense degli ultimi, trasuda un’amarezza poco incline alla fiducia (ben rappresentata dal nuovo registro greve sperimentato da un Ferretti sempre meno muezzin e sempre più pastore) e una innovazione stilistica, nei fatti, un po’ stantia e non del tutto realizzata. Ne soffrono soprattutto le chitarre di Zamboni e Canali che nel tentativo di non avanzare allineate come nelle vecchie parate sovietiche, finiscono per farsi ombra l’una sull’altra. Sarà necessario “staccarle” e riportarle alla quiete per poterle nuovamente innescare e stavolta nella giusta onda trifasica dei successivi Linea gotica e Tabula Rasa Elettrificata. Le cose meno banali sono quelle più umorali, quelle che sembrano più permeabili agli scrosci di acqua di Finistère, il luogo di Bretagna che i C.S.I. si sono scelti per ambientare il loro sguardo sul mondo “debole e vecchio” che si avvia curvo alla fine del ventesimo secolo. Ferretti si riscopre suo malgrado “animale sociale”. La musica diventa nuovamente la sua biada. Felice di esserci, dopotutto. Di mostrare la sua ombra come fanno gli gnomoni sui quadranti, quando il sole concede loro il dono dei suoi raggi.     

 

                                                                                  Franco “Lys” Dimauro

731451887123_F

Annunci