SWANS – The Glowing Man (Young God)

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Componendo e scomponendo a suo piacimento i suoi elementi, Michael Gira l’Alchimista è stato in grado di rendere gli Swans immortali, facendoli rinascere dall’oltretomba come una fenice vestita di piume rosso cremisi in grado di toccare vertici metafisici vertiginosi e di tessere un nuovo bozzolo di filo spinato. Pare l’ultimo per questa torma di dannati.

Gli Swans sono, oggi, quello che i Bad Seeds e gli Einstürzende Neubauten furono negli ultimi due decenni del secolo scorso. Erranti cavalieri in cerca di una terra dove sfamarsi. Con pochissimi altri branchi con cui contendersi la preda.

The Glowing Man è un altro lunghissimo viaggio in questa eterna terra di confine sospesa fra abissi di ferocia e atti di purificazione. Suoni allungati o reiterati, versi, sillabe, lettere ripetute all’inverosimile. Michael Gira il Ventriloquo si brucia la gola con olio madre di calendula e fa i suoi gargarismi per guarire da un male che non conosce sconfitte.

Un disco enorme per dimensioni, durata e potere evocativo. Michael Gira il Rabdomante affonda il suo bastone tra le scorie radioattive in cerca di uno zampillo di acqua che plachi l’arsura, che dia sollievo alla secchezza delle fauci.

Michael Gira il Dio Thor impone ad ogni dannato della tribù un tatuaggio, prima di disperderne la stirpe. Poi ascende al cielo, brillando.  

 

                                                                                              Franco “Lys” Dimauro

 

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