SMALL FACES – Small Faces (Decca)  

Londra, metà anni Sessanta.

I mods hanno acquisito in brevissimo tempo una loro identità e hanno eletto a propri rappresentanti due straordinarie band della città.

Gli Who per il distretto occidentale, gli Small Faces per quello della East London.

Steve Marriott e Ronnie Lane si sono conosciuti pochi mesi prima facendo i lavapiatti. Oltre alla sporcizia dei padellami i due condividono pure quella raccolta dalla puntina quando, sugli altri piatti, passano i solchi dei 45 di soul music ed R ‘n B del juke-box del J60 Music Bar. La passione per la musica nera e quella beat si trasformano presto nella volontà di passare dall’altra parte della barricata. Non più semplici appassionati, ma interpreti e timidi autori. Con un piccolissimo bagaglio di esperienza arrivano agli uffici della Decca dove firmano un contratto per due album, onorato nel giro di tredici mesi con due dischi in rapida sequenza.

Possono confidare, oltre che in un buon fiuto per le perle del norhern-soul, in una solidissima base di autori provenienti dalla medesima area, primi fra tutti Kenny Lynch e Ian Samwell. Solo loro a scrivere le prime hit della band: Sha-La-La-La-Lee e What’cha Gonna Do About It, le due canzoni che chiudono le facciate del loro album d’esordio. Eleganti ed impeccabili su disco, diventano un uragano di chitarre e organo dal vivo. Come si conviene ad una perfetta mod-band.

Il resto, materiale per lo più “trafugato” dalla scaletta che Guy Stevens propone sera dopo sera allo Scene Club, non è da meno, con una trascinante cover della Shake di Sam Cooke, una You Need Loving che i Led Zeppelin prenderanno a modello per la loro Whole Lotta Love (come del resto i fischi della breve Own Up Time che la precede, tanto quanto gli MC5 sfrutteranno il canovaccio di Come On Children per la loro versione di Ramblin’ Rose, NdLYS), altre due perle di Lynch come Sorry She’s Mine e You Better Believe It e un originale pieno di chitarre bastarde come It’s Too Late.

La Swingin’ London ha i suoi nuovi eroi. Piccoli, sfacciati, stilosissimi Small Faces.

                                                                                  Franco “Lys” Dimauro

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