THE JIM CARROLL BAND – Catholic Boy (ATCO)  

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Lo hanno amato tutti eppure non se lo ricorda più nessuno, Jim Carroll. E non parlo certo di chi sui social dichiara il proprio amore provvisorio dopo l’ennesimo necrologio. Quelli che bisogna esserci, ai funerali, per far vedere ai vivi che eri lì.

No. Jim Carroll è semplicemente stato cancellato dalla lavagna. Un insegnante bigotto, cattolico per davvero, ha cassato il suo nome sia dalla lista dei buoni sia da quella dei cattivi.

Il suo nome non è più taggato.

Nemmeno un hashtag.

Controllate.

Personaggio scomodo.

Vincente per talento, perdente per indole.

Poeta, cestista, alcolizzato, junkie, cantante, modello, gigolo, prostituto.

Un’esistenza ai margini, passata a scrivere poesie, farsi di Quaalude e speedball, iniettarsi alcol nelle vene, andare a letto gratis o a pagamento con mezzo continente americano.

Un ragazzo bello e disgustevole.

Che decide di farsi fotografare accanto a papà e mamma sulla copertina di un disco in cui parla di dodicenni che sniffano colla, ragazzi di strada uccisi dai bikers o da un vietcong, amici morti di leucemia a quattordici anni, dimostrandone sessantacinque.

Un disco da buon ragazzo cattolico che ha scoperto l’Inferno.

Leonardo Di Caprio ne porterà la storia sul grande schermo. Ma non basterà.

Catholic Boy, col suo bel carico di rock ‘n roll rimarrà tra gli scaffali di qualche tossico che non si è fatto abbindolare dai sermoni di Patti Smith ne’ dal punk venduto in edicola.

L’11 Settembre del 2009 Jim rinnova il lutto di New York.  

                                                                                              Franco “Lys” Dimauro

cboy

 

OUTSIDERS – Outsiders (Relax)  

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“Sono certo che un giorno la gente apprezzerà le mie canzoni più di quanto non lo abbia fatto quando avrebbe dovuto”. Così dichiarava Wally Tax in una intervista degli anni Settanta.

E quel giorno arrivò.

Tardi, ma arrivò.

Le sue canzoni verranno recuperate. Quasi tutte.

Su svariati dischi di chi, negli anni Ottanta, si professò fanatico della sua band.

Fino ad un vero e proprio, peraltro bellissimo, disco tributo intitolato Misfit pubblicato dalla Screaming Apple nel 1994.

Il loro album d’esordio esce quando hanno già vomitato una raffica di singoli uno più bello dell’altro, con una stropicciatissima canzone su un lato e una crepitante ballata sull’altro lato. Verranno raccolti, in parte, quasi contemporaneamente al loro disco di debutto su una raccolta intitolata Songbook.

Fatevi un regalo: compratela.

E magari fatevelo doppio e comprate pure questo. Registrato per metà dal vivo e per metà in studio. Ci sentirete vibrare dentro una delle più selvagge compagini di capelloni europei dei mid-Sixties. Ci sono dentro R’ n B indemoniati dominati dall’armonica (in realtà un po’ fuori tono sulle tracce live) mentre vengono letteralmente pestati dagli strumenti e altri pezzi dall’andatura più mesta, malinconica. Filthy Rich, Don’t You Cry, Won’t You Listen, If You Don’t Treat Me Right sono quattro delle cose più sporche mai prodotte durante quel decennio che di lordure ne produsse a iosa. Forse troppo cattive per poter essere amate come Wally avrebbe voluto, almeno finchè i tempi sarebbero stati maturi per riprendere quei rifiuti sparsi per le strade pulite e ordinate dell’Olanda e sparpagliarli per tutto il mondo.    

                                                                                  Franco “Lys” Dimauro

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