JAMES BROWN – Sex Machine (King)  

Sei concerti al giorno, altrettanti album all’anno, per dieci anni.

Quello che anche la più grande band produce oggi in una intera carriera, James Brown lo realizzava in soli tre mesi.  

Una vera macchina da offensiva militare. Solo che James Brown non sparava altro se non capsule di testosterone e granate funky.

Non per niente lo chiamano Mister Dinamite. Ed è un titolo a cui lui tiene tantissimo. Negli anni Sessanta, non puoi rivolgerti a James Brown senza chiamarlo Mister. O sei spacciato.

Sex Machine è l’ultimo disco live pubblicato su King, prima della stagione Polydor e arriva a suggello di un decennio che ha visto Brown schiantarsi come un uragano sulla comunità bianca (la storica partecipazione all’Ed Sullivan Show dove impone alla produzione la sostituzione dell’orchestra con la sua band), conquistarsi il rispetto di quella nera (come nel famoso show di Boston dove James riesce a sedare una rivolta facendo a meno degli sbirri. Semplicemente parlando alla sua gente. Come un vero Re.) e diventare il cantante più temuto e stimato dello show-biz.

James è sul palco del Bell Auditorium di Augusta. Non ha più i capelli impomatati. Il nuovo taglio afro è una rivendicazione tangibile, fiera, onesta, di orgoglio nero coerente con quanto dichiarato su Say It Loud e con la targa affissa sul suo tour bus parcheggiato fuori dal locale: B Proud!

Dietro di lui, una band IMMENSA che Brown governa con un solo cenno di mano, imponendo loro di non spostare lo sguardo da lui, pena una riduzione immediata del cachet della serata, mostrando l’ammontare dell’ammenda direttamente sul palco, guardando in faccia il musicista che ha sbagliato e indicando l’importo con un rapido cenno delle dita.

Chi suona nella sua band non è pagato per divertirsi, ma per fare il più grande spettacolo itinerante del mondo.

A divertirsi deve essere la sua gente. Urlando che sono neri ed orgogliosi.  

Sex Machine è uno dei dieci live imprescindibili. Mr. James Brown l’uomo che trasportò il soul dall’anima al corpo, digrignando i denti. Perché, come diceva lui: “se un uomo ha i capelli e i denti, ha tutto”.

 

                                                                                   Franco “Lys” Dimauro

 

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