THE MONSTERS – M (Voodoo Rhythm)  

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Vi viene mai voglia di spegnere radio e tv ed accartocciare i giornali mandando a cagare progressisti, conservatori, vegani, ecologisti, guerrafondai, giornalisti, politici, tronisti, cacciatori, razzisti, separatisti, no-global, puttane di regime e tutto il mondo creato?

A me si.

All’altro Reverendo, sua eminenza Beat-Man, pure.

Io mi metto ad ascoltare dischi di infimo gusto. Lui si mette a registrarli.

Insomma, in qualche modo, ci incrociamo.

Quest’anno, ben due volte.

Se il disco uscito qualche mese fa era un riciclaggio di vecchie schifezze M, come Il mostro di Düsseldorf di Lang, è la pattumiera stipata di immondizia calda calda appena prodotta a Toulouse, che i bidoni svizzeri erano già tutti pieni.

M come merda, pure.

Dodici canzoni che grondano fuzz come nei vecchi singoli di Swamp Rats, degli Arrows o degli Omens, dodici canzoni folli come quelle dei Monks, dodici canzoni folli come quelle dei Monsters.

Se non vi piacciono, continuate pure a sputare veleno a salve come Napalm51.

 

                                                                                  Franco “Lys” Dimauro

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VIV AND THE SECT – This Will Pass (Get Hip)  

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La voce che ci inizia al viaggio è quella di Fred Cole. O meglio, per noi fanatici di sixties-punk, così ci pare. Invece no. Lui è John Moss, il cantante chiamato a sostituire Israel Lopez alla guida dei Sect, la band messicana appena accasatasi nella scuderia Get Hip dopo aver aperto per i Cynics a Città del Messico.

Ma, come dopo un amplesso, tutto si ridimensiona. E il fantasma dei Lollipop Shoppe svanisce portandosi via gran parte della magia del disco.

Non tutta, ovviamente. Perché al di là dell’ingombrante paragone con la formazione del Nevada, il gruppo chicano riesce a mettere in piedi un disco pregevole tirando fuori dal suo cilindro magico altri giochi di quell’illusionismo che a noi fanatici del beat-punk piace tanto, giocando a far apparire Sky Saxon (Wasting My Mind) o i Gentlemen (My Love Is Real) e ricacciandoli nel tubo di stoffa mentre una nebbia fuzz e una pioggia di minuscoli cristalli folk-rock esplodono a creare l’adeguata ma alla lunga inefficace polvere pirica adatta all’occasione.  

 

                                                                                  Franco “Lys” Dimauro

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