NICK DRAKE – Bryter Layter (Island)

Nelle successive ristampe in digitale perse un po’ del suo originale splendore ma chi, tra i fortunati, possiede il vinile originale la copertina di Bryter Layter “brilla” davvero di una luce sofisticata e di una eleganza ritemprante. Per i colori che adornano l’immagine inconsueta di Drake e per quelle blue suede shoes aggiunte dal fotografo un attimo prima di scattare la foto, senza alterare la compostezza di Nick ma aggiungendo un tocco di buffa, inopportuna euforia. Come quelle mamme che mettono un cerchietto fiorato a cingere la testa delle proprie figlie, il primo giorno di scuola.

Un addobbo.

Come il vasetto fiorito nello scatto del folletto Barrett dell’anno prima.  

Chissà se Nick Drake ha accennato un sorriso, riguardandola.  

Chissà se pensò per un attimo di farla vedere ai vecchi compagni della squadra di Rugby.

Chissà se ne regalò una copia alla mamma dalla voce così simile alla sua. Chissà se le fece mai ascoltare le canzoni che scriveva in quella casa di Londra che divideva con la sorella costretta a rispondere al telefono ed assicurarla che lui era felice, a nasconderle che invece stava mettendo su un disco dove si parlava di città gelide e dove elencava una serie di possibilità già diventate rimpianto a ventidue anni.

Avrei potuto essere un fischietto. Oppure un flauto.

Una sorgente di vita. Oppure sarei potuto essere uno stivale.

Oppure, chissà, una guida. O magari un orologio.

Semplice, come un bollitore.

Saldo, come una roccia.

Avrei potuto essere qui.

Avrei voluto, avrei dovuto, essere vicino.

Invece John Cale, coinvolto nella registrazione del disco (è lui il protagonista di Fly), lo troverà di una fragilità impenetrabile e distante.

Avrebbe potuto essere tantissime cose.

Invece ha scelto di non essere niente di tutto ciò.

Cinge la chitarra come uno scudo, sulla sedia che fu di Charles Dickens.

Tutto attorno a lui sembra brillare.

Tutto, fuorchè lui.

 

                                                                                              Franco “Lys” Dimauro

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