OTIS REDDING – Otis Blue/Otis Redding Sings Soul (Volt)  

0

Per tutta la sua breve carriera, Otis Redding sognò di sedersi sul trono occupato da Sam Cooke. Il trono del Re del soul.

Senza mai mancargli di rispetto. In maniera onesta. Senza sgambettare o barare. Usando le sue stesse carte: quelle che scoprirà su King & Queen, il bell’album del 1967 condiviso con Carla Thomas.

Gli sta alle calcagna, sognando quel momento.

E quel momento arriva. È un momento triste ma arriva.

Quando nelle due afosissime giornate del Giugno ’65 in cui Redding è chiuso in studio con il Memphis Group e Isaac Hayes per registrare il suo terzo album, il vecchio Re aveva lasciato il suo trono e il suo regno terreno da sei mesi. Beffardamente, lo stesso giorno in cui Redding dovrà lasciare il suo, tre anni dopo.

L’omaggio a Cooke che non era mai mancato sui dischi precedenti di Otis, si triplica per quello che ha tutte le carte in regola per diventare l’album soul per eccellenza. Quello con gli ingredienti tutti al posto giusto. Quello con Otis ora inginocchiato a supplicare canzoni d’amore e struggimento ora in piedi, dall’alto del suo metro e novanta, a cerimoniare un tripudio di fiati che splendono nel cielo della musica nera come dei fuochi pirotecnici.

Come quelli di (I Can’t Get No) Satisfaction. Quelli che, confesserà il suo stesso autore, Keith Richards aveva sognato come contorno festoso a quella canzone ma che non era previsto nel rigoroso assetto rock ‘n’ roll degli Stones.

Dopo essere stato incoronato dalla sua gente, penetrare il mercato dei bianchi era del resto uno degli obiettivi di Mr. Otis Redding. Tanto che per la copertina venne scelta una modella di origini ariane che negli anni è stata identificata con Nico e Dagmar Dreger, senza in realtà venirne mai a capo. È un passo in avanti verso quel “cambiamento” culturale caldeggiato da Cooke con la sua A Change Is Gonna Come che è una delle tre canzoni prescelte da Redding per la scaletta di Otis Blue.

Un passo verso l’integrazione e il rispetto, quell’altra cosa di cui parla Mr. Big O su questo album, di cui nessuno dei due mostri del soul potranno trarre alcun vantaggio. Volati entrambi via troppo presto, lasciando incustoditi i loro tesori su questa terra.   

 

                                                                                              Franco “Lys” Dimauro

 

otis-redding-otis-blue-otis-redding-sings-soul-1812793