LOU REED – The Raven (Sire)  

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“Music from and Inspired by“.

Quante volte lo avete trovato scritto su una qualche copertina di una colonna sonora et similia?

The Raven, ennesima fatica di un uomo stanco, è tratto ed ispirato da POEtry, la spettacolo su Allan Poe portato in scena con la complicità fattiva del registra Robert Wilson. Un disco lungo e complesso.

Un disco pieno di ospiti. Che Reed, nella vecchiaia, non vuole più stare da solo.

E ogni ospite porta qualcosa. Fosse anche un mazzo di rose nere su una delle vecchie poesie di Reed, come fa Antony nell’augurargli un giorno perfetto.

The Raven coniuga l’amore per la parola scritta e narrata tanto cara a Reed con la sua devozione per la musica, sempre più imprevedibile negli ultimi anni della sua vita. Free-jazz, arie da musical, intermezzi sepolcrali, assalti rock, ballate uggiose (Who Am I? è ancora capace di tenere testa alle sue cose migliori, ora che gli anni colorano tutto di una drammaticità più credibile, più pregnante, più nostalgica).

Non è un disco facilmente percorribile, per le tante cose che si porta dentro. E infatti verrà prontamente rieditato in versione singola anziché doppia spurgandolo dei tanti frammenti narrativi e denudandolo quindi in parte della sua anima. Assecondando la nostra propensione alla pigrizia.  

E invece The Raven è un disco che richiede pazienza.

Non averne ne pregiudica l’assimilazione, così come la fretta vi rende il piede malfermo.  

  

                                                                                  Franco “Lys” Dimauro

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