LE MUFFE – Fuoco e fiamme (Party Tonite/Area Pirata)  

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L’Italia in fila.

Da una puttana, in un ballo di gruppo, in un rito propiziatorio, dietro la porta di un cesso alla stazione, al bar di quartiere a sparare minchiate su governo e malaffare (quelli degli altri, mai i propri) o in quello di Amsterdam ad assaggiare la torta della nonna (anche in questo caso la nonna degli altri, mai la propria), in corteo contro il regime di turno.

Del resto è così che buttiamo sedici giorni all’anno della nostra vita: aspettando Godot.

Dunque, perché no.   

A parlarcene sono Le Muffe. Ovviamente a modo loro. Ovvero senza analisi sociali (facilmente recuperabili sui profili social dei vostri amici di Facebook, qualora vi interessassero) e senza pietà. Col cinismo demenziale e politicamente scorretto (assunto dittologico per antonomasia, visto che non esiste politica corretta) che li contraddistingue e che li rende amabilmente detestabili.

Beat corretto al veleno.

Colore marrone. Retrogusto anice.

Che i tempi delle olive annegate nei cocktail del Piper sono passati da un pezzo.

E anche fuori da lì nessuno sorride più.

 

                                                                                  Franco “Lys” Dimauro

 

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