MISFITS – Walk Among Us (Ruby)  

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Quando nel 1982 esce Walk Among Us dei Misfits, la band newyorkese è già al terzo album, avendo già sciolto chili e chili di cerone dentro diversi studi, dal 1977 in avanti, senza mai trovare qualcuno pronto a scommettere su quello che, esteticamente, sembrava più un gruppo-farsa che una delle più dirompenti compagini punk della città.

Almeno finchè a New York non arriva Chris Desjardins, un californiano con il fiuto buono, con una particolare predilezione per tutto ciò che puzzava di cadavere.

Un cane da tartufo inviato dalla Slash ad annusare il culo a quanti, da quella cisterna in fiamme che era stato il punk erano riusciti a salvarsi cercando una propria via di fuga. Uno che il punk lo aveva vissuto e raccontato davvero, sulle pagine di una fanzine che aveva dato il nome proprio a quell’etichetta e che adesso stava cercando di ricompattare quanti in quell’esplosione si erano ustionati la carne sotto l’egida di una nuova label chiamata Ruby Records.  

Nei Misftis Chris D. troverà degli alter-ego credibili al punk rock necrofilo che egli stesso sta elaborando con i suoi Flesh Eaters. E quindi trova loro una casa. E dentro quella casa i Misfits possono mettere finalmente in scena il loro spettacolo horror sonorizzato con un’orgia di punk rock melmoso, truculento e catastrofico che di fatto consegna di peso il mondo fumettistico dei Ramones nelle mani delle più bieche compagini psychobilly degli anni Ottanta.

Nel 1982, mentre il mondo è invaso dai dischi di Dead Kennedys, Flipper, Hüsker Dü, Black Flag, i Misfits pubblicano un disco punk che puoi ancora cantare dall’inizio alla fine. Senza vergognarsene. Ma mascherandosi come dei clown.

 

                                                                                  Franco “Lys” Dimauro

 

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