THE ACE-TONES – Teen Trash #6 (Music Maniac)  

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Fra le tante band folgorate dal passaggio sui palchi europei del ciclone Fuzztones gli Ace-Tones meritano una menzione particolare. Non perché fossero i migliori. Ma perché nel giro di pochi anni un paio di loro si troveranno proprio dietro il culo di Rudi, in quella che sarà la quinta incarnazione dei suoi Jaymen, dopo aver rinunciato a mollare il loro cantante per diventare a tutti gli effetti la nuova line-up dei Fuzztones stessi nell’ennesimo disperato tentativo di Protrudi di riassestare dal nulla una formazione destinata a disintegrarsi dopo ogni tour.

Il primo a stampare una raccolta del loro repertorio (in molti casi identico a quelli del loro gruppo-simbolo) è proprio Hans Kesteloo, uno che alla magia dei Fuzztones aveva sempre ceduto e, tra i tanti che ne avevano stampato il materiale, l’unico a versare nelle loro tasche i soldi che spettavano loro, proprio in barba ai mercenari della Beggars Banquet in favore della quale era stato mollato e la quale dichiarerà una cifra di copie di In Heat che nemmeno una vendita porta a porta nel quartiere dei nonni di Protrudi avrebbe potuto portare ad un ammontare così ridicolo (praticamente pari alle sole copie vendute dal buon Hans nel suo piccolo negozio di Tübingen, NdLYS). Li infila nella sua collana Teen Trash, ovvero una sorta di Trans-World Punk Rave-Up contemporanea dentro cui finiscono anche due/tre nostri orgogli nazionali.  

Il risultato è un rigurgito del garage-punk di un decennio prima che nulla aggiunge (e anzi, qualcosa toglie) a quanto (ri)detto da Miracle Workers, Chesterfield Kings, Outta Place e ovviamente Fuzztones. Cover al carboncino di 99th Floor, Girl (You Captivate Me), Bad Woman, Green Slime, Action Woman, Blackout of Grately, 7 & 7 Is, Journey to Tyme, Gotta Get Some di cui forse nessuno sentiva davvero il bisogno e un unico originale di cui in pochi serberemo memoria.

Gli Ace-Tones non sfioreranno mai neppure per un secondo la gloria dei Fuzztones. Ma, a dispetto del tanto sbandierato senso di appartenenza di questi ultimi puntualmente smentito dalla realtà dei fatti, gli Ace-Tones resteranno, per sempre, una vera gang. Rifiutando persino di ammainare la loro bandiera per appendere al palo mastro quella dell’egocentrico capitan Rudi.

Onore al vascello pirata.     

           

                                                                                  Franco “Lys” Dimauro

 

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FRANCO BATTIATO – “Clic” (Bla Bla)

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L’ultimo disco su cui Battiato fa sfoggio del suo VCS3 (di cui in Italia fu, assieme a Piero Umiliani, un autentico pioniere) fu “Clic”, ovvero il disco con cui per un breve periodo potemmo orgogliosamente dire agli inglesi che, se loro avevano i Pink Floyd, noi…be’, si, noi avevamo Battiato. Che detto oggi sembra quasi un’eresia o al massimo una barzelletta. Ma che allora, mettendo a confronto un pezzo come Propiedad Prohibida con uno a caso del loro Obscured by Clouds, non suonava affatto come tale.

“Clic” è uno dei più esoterici dischi di Battiato. Il lavoro con cui il musicista siciliano riflette, come colpito da un sonar attivo, l’eco dei suoni lanciati dal suo mentore Stockhausen. Per nulla cedevole al compromesso e, anzi, inorridito e disgustato dalla distratta benevolenza con cui i giovani si lasciano incantare da musiche prive di ogni anelito di caos culturale Battiato elabora un lavoro dal fascino cupo, onirico e permeato da uno spirito errabondo e solitario. Un buco nero che inghiotte il mondo moderno e lo risputa in una dimensione parallela, aliena, spirituale. Disciolto, polverizzato nell’etere universale come lievito madre dentro un impasto di acqua e farina. “Clic”, con le sue autobahn di sintetizzatori, le piazzole di sosta illuminate dai neon, i suoi pianoforti che gocciolano come rubinetti nei bagni degli autogrill, le sue onde radio destinate a perdersi, a sovrapporsi, ad annientarsi l’un l’altra, è la fotografia di un mondo che avrebbe potuto sacrificare alla curiosità l’ultimo suo brandello di imene e che invece non lo ha fatto.  

 

                                                                                  Franco “Lys” Dimauro