TODO MODO – Prega per me (Goodfellas)  

Funziona solo a tratti, a piccolissimi tratti il nuovo disco dei Todo Modo. Un po’ come già per il primo raduno da “dopolavoro” degli ex “uomini del presidente” Agnelli Giorgio Prette e Xabier Iriondo, qui al servizio di Paolo Saporiti e per il quale pure si erano spesi sperticati elogi, del resto.

Non qui da me. Altrove.

Il meglio, come nei cocktail che non vengono girati a dovere, sta in fondo. In quella traccia inquietante e percorsa da un monito perverso vicino a quelli che la Fuzz Orchestra affida alle pellicole di culto della cinematografia italiana, Todo Modo compresa, e intitolata La ballata di Rouen. Il resto capitola invece sotto una sorta di manto Subsonico, appena appena incattivito da qualche asperità e seviziato dal rumore (La fine del mondo, Prendi a calci i tuoi dolori, Fino a farmi male, La figlia del Re).

Quando anche il rumore zittisce (Clandestino, Nel nome mio, Non dite niente) si lambisce invece quella sorta di vuoto cosmico di cui spesso la canzone d’autore si fa portavoce, contravvenendo alla regola che il vuoto in quanto tale non ha bisogno di alcuna voce.

 

                                                                                  Franco “Lys” Dimauro

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