AA. VV. – Max’s Kansas City: 1976 & Beyond (Jungle)  

New York Dolls, Patti Smith, Lou Reed, Blondie, Ramones, Electric Chairs, Iggy Pop, Heartbreakers, Cherry Vanilla & Her Staten Island Band, Wayne County and The Backstreet Boys, The Fast, Pere Ubu, John Collins, Harry Toledo, Television, Talking Heads, August, Fuse, Mong, The Poppees, The Marbles, The Planets, The Miamis, Just Water, Tuff Darts, Day Old Bread, Richard Hell, Lance Lord and The Mumps, Another Pretty Face, Mink DeVille, The Psychotic Frogs: tutti i protagonisti della prima ondata punk newyorkese, quella che faceva tremare i muri del Max’s e accendere i lampeggianti delle pattuglie nel triennio ‘74/’76 viene  snocciolata su Max’s Kansas City 1976, il pezzo di Wayne County che apriva, suonando più loureediana dello stesso Lou Reed, la raccolta-manifesto pensata da Peter Crowley come veicolo di propaganda per lanciare la nuova gestione del famoso locale sulla Park Avenue recentemente acquisita da Laura e Tommy Dean Mills. I protagonisti della raccolta vengono radunati da Peter e dal fotografo Bob Gruen davanti all’ingresso del locale per lo storico scatto che verrà utilizzato per la copertina. La presunta rivalità con il CBGB’s non ne intaccherà mai il mito ne’ tantomeno gli verrà negata la sua importanza fondamentale nella diffusione dell’art-rock che presto verrà “codificato” pur senza averne i presupposti (ogni band aveva un suono che la differenziava dalle altre), come “punk”. Analogamente al locale di Manhattan era il posto dove “le cose accadevano”. Dove ogni artista della città aveva la sua chance di salire su un palco e di diventare una stella della musica. Qui dentro, proprio qui dentro, verranno firmati i primi contratti discografici di gente come Cheap Trick, Aerosmith, Bruce Springsteen. Qui esordiranno pischelli destinati alla gloria come Madonna e Beastie Boys. Da qui, nel 1973, Bob Marley inizierà la sua ascesa fino all’apogeo della musica pop. Qui dentro Sid Vicious si esibirà per l’ultima volta prima di spostare il suo spettacolo delirante al Chelsea Hotel. 

Il Max’s era, inoltre, il quartier generale per Andy Warhol e le New York Dolls, teoreti di tutto l’art-rock newyorkese dei primi anni Settanta che viene qui raccolto per celebrare la ristampa di quello storico album e che la Jungle riassembla oggi quadruplicandone il contenuto chiamando all’adunata gruppi rimasti intrappolati nella ragnatela della storia (VON LMO, i Famous Firebirds di dell’ex Mink DeVille Fast Floyd, gli Offs, i Terrorists, i Knots, i Sea Monster, i Cellmates, i Joy Rider, ecc.) ma anche icone come Iggy Pop, Johny Thunders, Roland Alphonso, Nico, Sid Vicious, New York Dolls, Hollywood Brats mitigando il rammarico per l’assenza della Final Solution dei Pere Ubu.

Il risultato? Un disco abbagliante.

Ancora oggi che molti di quei ragazzacci in posa davanti al Max’s Kansas City viaggiano verso i settant’anni e che al 213 di Park Avenue hanno aggiunto una seconda x e un bancone pieno di piatti precotti. Proprio come lo scaffale dedicato alle novità punk degli ultimi trent’anni.

 

                                                                                  Franco “Lys” Dimauro

 

 

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