F.T. SANDMAN/EPÌSCH PORZIONI – Rock Is Dead (Chinaski Edizioni)  

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Federico Traversa e Epìsch Porzioni si staranno ancora mordendo le mani.

Pubblicano un’opera nera “sui misteri della musica” e una settimana dopo muore, in circostanze tutt’altro che chiare, Chris Cornell. Che nel loro libro, tra un Sam Cooke uno Ian Curtis, ci sarebbe stato proprio ma proprio bene. Ma del resto, con una lista di decessi destinata ahimè ad allungarsi copiosamente, il tema delle morti misteriose, sospette, violente o semplicemente accidentali avrà modo di essere riaggiornato spesso. Anche perché, ipocrita non ammetterlo, la scomparsa prematura degli artisti che amiamo ci affascina da sempre almeno quanto la loro vita. Spesso, nel caso di artisti dalla vita appartata e anonima, è l’evento che ci affascina di più, alimentando il mito e permettendoci, con l’avvento dei social, di banchettare più o meno voracemente coi loro resti. Insomma, come dicono gli autori commentando le vendite da capogiro del catalogo di Michael Jackson dopo la sua morte, “la morte è la migliore PR che esista”.

La morte è pertanto, in ambito artistico, un tema diffusissimo e già ampiamente sviscerato. A cosa ci serve dunque Rock Is Dead? Ci serve essenzialmente per due motivi: il primo è che, la nostra curiosità e sottile depravazione in questo ambito non è mai sazia. E rileggeremmo alcune storie, già ben conosciute, infinite volte. Come del resto riascolteremmo all’infinito i loro dischi.

Il secondo è che, diversamente da altre pubblicazioni simili, Traversa e Porzioni vanno a mescere nel torbido di biografie che col “rock” in senso stretto hanno ben poco a che fare ma le cui vicende hanno un fascino che non ha nulla da invidiare a quelle dei “soliti noti”, muovendosi avanti e indietro nel tempo e lungo il pianeta fino ad incrociare personaggi come Carlo Gesualdo, Niccolò Paganini, Stephen Foster (quello della temibile e temuta Oh!Susanna – siamo nell’epoca in cui il successo si misurava ancora dal numero di spartiti venduti e non dalla quantità di dischi smerciata) o Yukiko Okada, la starlette del pop orientale che scatenò inconsapevolmente il primo grande spiaggiamento di Balene Blu dei tempi moderni, sacrificando volutamente alcuni nomi eccellenti (comunque recuperabili sull’appendice Rock Is Dead Outtakes, scaricabile in ebook al prezzo di 2 Euro e 99 centesimi) in nome di una trasversalità che diventa il valore aggiunto del testo, condotto peraltro con estro e senza nessun accanimento necrofilo.

Storie sinistre e violente, biografie che sembrano un bugiardino della Pfizer, incontri leggendari, cronache di incidenti, di inchieste insabbiate, di suicidi, di morti vere e di resurrezioni presunte. Tutta roba in cui insomma “il diavolo ci mette lo zampino”, cercando clienti nelle liste delle agenzie e delle società d’autore di tutto il pianeta.

 

                                                                                  Franco “Lys” Dimauro

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