FOUR BY ART – Inner Sounds (Area Pirata/Art Records)  

0

Da più di quindici anni la scena neo-sixties italiana ha una casa sicura. Una casa dove è possibile sfogliare vecchi, polverosi album di famiglia (Liars, Not Moving, Blackboard Jungle, Out of Time, ecc. ecc.) accanto a nuove foto, esposte alle diverse gradazioni di luce degli anni Sessanta.  

Una dimora pronta ad accogliere anche chi, per mille ragioni, è stato via per anni e adesso ha bisogno nuovamente di un rifugio. È successo già per Sick Rose, No Strange, Steeplejack, Effervescent Elephants. Succede, oggi, per i Four by Art, la cui intera produzione era già stata ripubblicata da Area Pirata una decina di anni e ai quali viene oggi attribuita, nonostante della formazione originale rimanga come unico detentore il solo Filippo Boniello che si trova dunque a coprire il ruolo che fu rispettivamente di Geppo e di Elvis Galimberti per i primi due album, l’uscita di Inner Sounds, il disco che si fa carico non solo di allungare il repertorio dei Four by Art ma di ricalibrarne lo stile ammanettandolo ad un volano dinamico che ricorda molto da vicino certe produzioni britanniche dei tardi Ottanta come quelle di Inspiral Carpets, Primal Scream o Charlatans: chitarre freakedeliche, fiati, cori soul, caratterizzano le lunghe tracce conclusive e si impadroniscono qui e là del resto del territorio (come nell’episodio in lingua madre di Allora mi ricordo che riaggiorna il beat nero dei New Trolls al groove meticcio della Manchester di cinque lustri dopo). Non mancano all’appello brani dall’approccio più diretto, come I Ask You (che gode, nonostante il suo piglio garage di piccoli accorgimenti di produzione che la rendono deliziosa), Home, I’m Burning, At Your Door, buone per scuotere zazzere e miniskirt in qualunque festa che meriti di essere definita tale.

F*>ck Dance, Let’s Art!

 

                                                                                  Franco “Lys” Dimauro

Annunci