THE ALLEY CATS – Escape from the Planet Earth (MCA)  

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Non fossero esistiti gli X, il titolo di punk band californiana preferita dal sottoscritto sarebbe spettata a loro. Ma c’erano gli X, per Dio, e gli Alley Cats restarono per sempre secondi. Anche perché, quando i primi pubblicarono quell’abominio che risponde al titolo di Ain’t Love Grand, i Cats si erano già sciolti (e riformati sotto altro nome).

Anche qui c’erano le voci di un ragazzo e di una ragazza a rincorrersi tra le strade di una Los Angeles leggermente più gotica di quella descritta da Exene e John ma ugualmente decadente e romantica.

Se il disco di debutto era un disco bello, il secondo album degli Alley Cats è un disco bellissimo. Se i veri e propri “assalti” punk sono limitati ad un paio di episodi (uno dei quali, fra i capolavori di tutto il punk californiano di ogni epoca e stagione, stipato in chiusura), Escape from the Planet Earth riesce con disinvoltura a creare un corto circuito tra la prima e la seconda e più sfaccettata ondata punk californiana, introiettando da un lato il gusto sanguinolento che degenererà nel gotico dei 45 Grave e Flesh Eaters, dall’altro certo gusto cow-punk caro a gruppi come Horseheads e Gun Club e certe divagazioni crossover tipiche di band come Fishbone e Minutemen. Senza mai riuscire davvero a lasciare il pianeta, gli Alley Cats lasciano sulle sue rocce le tracce di un capolavoro.

Perché i posteri non dimenticassero.

E malgrado questo, in molti l’hanno fatto.      

 

                                                                                  Franco “Lys” Dimauro

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