THE RADIATORS FROM SPACE – TV Tube Heart  – 40th Anniversay Edition (Chiswick)  

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A me piace immaginarli un passo “accanto”. Ma se è vero che di loro si è persa la memoria e degli altri no, allora i Radiators from Space erano un passo “dietro” gli Undertones, l’altra grande punk band irlandese. Che però a ben vedere non stava ne’ a fianco ne’ davanti i Radiators, ma semplicemente più a Nord. I Radiators invece erano irlandesi di Dublino. Irlandesi orgogliosi di essere sudisti irlandesi. Di stare di fronte all’Inghilterra ma fieri di non farne parte. Dublino e l’Irlanda “dissidente” era vista allora come una terra di conquista da parte del mercato musicale britannico. Una regione che si poteva colonizzare con i propri eroi pop ma che forse mai ne avrebbe prodotto alcuno. La storia avrebbe avuto poi la propria rivincita, se è vero che ancora oggi identifichiamo la più popolare rock band mondiale con la sigla U2.

A quei tempi gli U2 sono un quintetto chiamato The Hype e con i RfS dividono più di un palco. Poi, l’ostinazione di Phil Chevron nel rinunciare a qualsiasi promoter esterno e di dedicarsi al DIY più oltranzista (pubblicando anche una fanzine chiamata Raw Power) avrebbe condotto i Radiators dentro una tana da cui sarebbe diventato difficile stanarli, fuori dai patri confini. E se non fosse stato che alla guida della inglesissima Chiswick sedevano due emigranti irlandesi, probabilmente anche questo loro disco di debutto (così come i successivi) di cui ricorre oggi il quarantennale, non avrebbe mai visto la luce.

L’apertura è affidata a Television Screen, il manifesto della loro ossessione per la coercizione esercitata dai media e che, pubblicato il 22 Aprile del ’77, rappresentò il primo singolo irlandese della stagione punk, seppure lo skank della chitarra sia ancora più vicino a quello delle pub-band che al chiassoso strumming del punk vero e proprio. Le canzoni di TV Tube Heart del punk avevano però il carattere, oltre ad una innata forza melodica (provate a restare infrangibili davanti ai “refrain” di Prison Bars, Roxy Girl, Sunday World, Contact), mostrando una scorza che malgrado i riferimenti ad MC5 e Stooges (si ascolti l’approccio alle figure soliste dentro ogni canzone) era facile e piacevole da spaccare.    

Questa ristampa celebrativa triplica quasi il suo contenuto originale, con registrazioni inedite dello stesso periodo e le B-side di ordinanza (tra cui una bruciante versione di Psychotic Reaction che i Radiators furono tra i primi a recuperare su tutte le terre emerse).

Celebrate l’anniversario del punk scoprendo questi gioiellini. Il resto potrete recuperarlo in edicola anche più avanti, allegato a Sorrisi e Canzoni.

                                                                                  Franco “Lys” Dimauro