NEBULA – Let It Burn / To the Center / Dos EPs (Heavy Psych Sounds)  

I Nebula non fanno dischi da non so più quanti anni pur senza essersi mai sciolti ufficialmente e proseguendo la loro attività dal vivo, soffiando come i figli del Tisano Astreo il loro vento fuzz in lungo e in largo per il pianeta dove loro malgrado sono confinati.

Il loro primo materiale, appena ristampato, ha ormai venti anni sul groppone.

E continua a farti il culo a strisce.

È il 1996 quando il tenace tronco dei Fu Manchu si spezza in due. Da un lato Scott Hill e Brad Davis, dall’altra Eddie Glass e Ruben Romano che decidono di proseguire creando il satellite Nebula. Il suono, soprattutto su Let It Burn, non si scosta molto da quello del gruppo madre anche se il nuovo assetto triangolare obbliga Eddie Glass, adesso impegnato pure alla voce, a cercare qualche soluzione effettistica (e obbligando i produttori a qualche sovra-produzione) che non faccia rimpiangere i vecchi dialoghi con la sei corde di Hill. Ecco dunque la tempesta fuzz formare, senza placarsi, dei vortici wah wah forse un po’ più del dovuto oppure, quando il vento si placa, emergere tra la polvere che si è sollevata delle piccole carovane aliene dove il sitar diventa lo strumento privilegiato ma senza eccedere in misticismo hippie, sfruttando lo straniamento creato dalla risonanza armonica come stimolatore da viaggio (le signore non fraintendano, per quello va ancora bene la gomma siliconata o il pyrex, NdLYS).

Il rifferama è dunque quello serrato e stritolante dello stoner più classico eppure i Nebula, forse inconsapevolmente, danno il meglio di se quando le ganasce si allargano come nelle turgide lingue blues di Smokin’ Woman e Back to the Dawn, con le loro bave di Fender Rhodes, tra le pieghe psichedeliche di Fields of Psylocibin e Freedom nipotini apocrifi di Mr. S.F. Sorrow, nelle chitarre arpeggiate di I Need Somebody degli Stooges o di To the Center e in quelle liquide di Anything From You qui remixata da Jack Endino per l’occasione delle ristampe.

Che sono, una volta tanto, pensate, realizzate e manufatte in Italia. Come ai tempi del pizzicagnolo sotto casa che avete fatto chiudere per far arricchire i signori della Monsanto.   

                                                                                  Franco “Lys” Dimauro  

 

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