REFUSED – The Shape of Punk to Come: A Chimerical Bombination in 12 Bursts (Burning Heart)  

La Svezia non vanta una tradizione punk eccellente e, nel genere, nessun disco imprescindibile eccetto uno: si intitola The Shape of Punk to Come, esce nel 1998 e lo realizzano i Refused, consegnandosi alla storia (non ho comprato nessuno dei libri sul punk di cui sono infestate le librerie e che sono stati osannati dai colleghi compiacenti ma sono certo che il loro nome, se quei libri valgono almeno la metà del prezzo che chiedono, sarà lì dentro, NdLYS).

Non so quanti di voi lo abbiano ascoltato, quel disco lì. Ma se avete amato alla follia Relationship of Command degli At the Drive-In che gli è successivo di un paio d’anni o se avete in casa l’intera discografia dei Fugazi, dovreste dargli un ascolto. Quelli successivi verranno da sé. Se invece per voi il punk degli anni Novanta erano i dischi di Green Day e Blink-182 beh, tenetevi quelli.

The Shape of Punk to Come riesce a contaminare l’hardcore più “canonico” dei primi due dischi dei Refused generando un grande capolavoro di punk progressivo. Che è un ossimoro messo lì proprio volutamente, non come le minchiate scritte senza cognizione di causa su Rockol. Senza rinnegare la vocazione al massacro, i Refused si rimettono in discussione, interrogandosi sul futuro allargano gli orizzonti del punk tutto con una risposta netta e decisa. Passano correndo su quel campo pieno di mine anti-uomo e si fanno saltare in aria.

Fregandosene dei cartelli di divieto imposti dalle comunità punk e hardcore, spesso più intransigenti ed inflessibili del bigottismo che vorrebbero combattere, i Refused fanno quel che vogliono e come vogliono. Prendono la parte viva del corpo punk e  gli innestano dentro filamenti elettronici, falangi jazz, placche di metallo e protesi rumoriste per creare un nuovo ominide capace di reggere adeguatamente il fardello del loro dissenso e del loro messaggio anticapitalista che poi verrà sviluppato in altre forme non meno appariscenti dagli (International) Noise Conspiracy, creando tra “le forme del punk a venire” una delle più credibili e sicuramente una delle più debordanti.

Sarà il sabotaggio a renderci liberi. Gettate un masso tra gli ingranaggi.         

                                                                                              Franco “Lys” Dimauro

 

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