THE REMAINS – Live 1969 (Sundazed)  

Avevo letto lodi sperticate su questo live inedito dei Remains e a leggerle avevo pensato mi avrebbe costretto in qualche modo a rivedere, in maniera ampliata, la storia dei fenomeni di Boston, terminata troppo presto dopo un tour a fianco dei Beatles che doveva essere il loro trampolino di lancio per il mercato mondiale e che invece finì per decretarne la fine (salvo poi riformarsi parzialmente anni dopo e senza più carburante negli iniettori per un mediocre disco come Movin’ On).

Vuoi vedere che, come ha lasciato intendere Greg Prevost sul suo profilo social, questo spin-off dei tardi anni Sessanta, questa reunion occasionale fosse davvero il momento di apoteosi suprema di quella breve avventura? Che qualcosa di prodigioso, di miracoloso fosse stato riversato sul pubblico che assistette a quel concerto una-tantum suonato al Boston Tea Party nel 16 Marzo del 1969?

Ascoltando la registrazione di quell’evento invece io, pur essendo credente e aver atteso in ginocchio e col cuore pronto a ricevere il segnale, non ho visto sgorgare il sangue dagli occhi di San Gennaro. La scaletta prevede quasi esclusivamente cover, sacrificando il ricchissimo paniere della band di Larry Tamblyn. Il che mi appare già uno spreco insensato. Ma a parte questo, i Remains non mi sembrano avventarsi sul repertorio con la veemente frenesia degli anni d’oro o che le nuove versioni di standard come Hang on Sloopy, Like a Rolling Stone o All Day and All of the Night possano in qualche modo o per qualche ragione essere preferite a quelle degli storici Live…in Boston o di A Session with The Remains. O perlomeno, io non ne vedo alcuna.     

Detto questo, i Remains “restano” (perdonate il bisticcio di parole voluto) dei giganti dell’epoca beat, con un catalogo di canzoni sopraffino in grado davvero di fare la differenza dal resto del mercato delle formazioni beat che spopolavano in America. Però, lo furono per due soli anni. Forse faremmo bene, mettendo a tacere i pruriti di fanatismo che ci vengono a punzecchiare l’epidermide, a farcene una ragione.

 

                                                                                  Franco “Lys” Dimauro

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