PLUTONIUM BABY – Blast! – Sci_fi Music for Contemporary Freaks (Area Pirata)  

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La sindaca Raggi non vuole tappare le buche della capitale. E fa bene. Perché è da queste buche nell’asfalto che si accede al rifugio sotterraneo dei Plutonium Baby. Se ci poggi le orecchie, in quelle voragini che hanno dato un nuovo senso alla parola Fori Imperiali, puoi sentire il riflusso gastrico di quella creatura. Se ci guardi dentro, puoi vedere il riflesso fluorescente della loro scorta di materiale atomico.

Ogni tanto emergono da quelle buche per lasciare un disco sull’asfalto e ritornano giù, a sentire i sibili dei vagoni della metro. E ci cantano sopra, come facevano gli Human Switchboard quando l’Ohio aveva la miglior scuola di gladiatori dopo quella della città dei Cesari. Ne viene fuori quel synth-punk androide e magro-magro che è ad un passo dall’anoressia garage, come se i Seeds venissero inghiottiti dal fascio del disgregatore molecolare di un qualche disco volante, salissero al cielo con tutta la loro paccottiglia vintage e venissero sputati su qualche pianeta lontano e costretti a condurre una prima serata per gli alieni vestiti come i B-52’s per insegnare ai marziani a ballare il surf.

Sindaca Raggi, le lasci aperte ancora un bel po’ quelle buche. Hai visto mai che magari ci si diverte più là sotto che quassù, in questo triste mondo di binari di tram e di distratti adoratori del Creato che attraversano la strada guardando il display di uno smartphone, come se dentro c’avessero visto il culo di Tura Satana. E invece stanno guardando la foto di un altro idiota che non ha nulla da dire e vorrebbe farsi ascoltare.      

                                                                                              Franco “Lys” Dimauro

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