FLOR – Aria (Polydor)

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Nell’estate del 1995 le strade di Catania vengono tappezzate da un’insolita carta da parati gialla chiazzata di rosso. Chi si ferma incredulo a guardare da vicino vede che, proprio all’interno di quella macchia rossa, campeggia in bianco una sigla che è davvero, come lasciano intendere i bordi appuntiti che la delimitano, esplosiva.

Catania si prepara a vivere l’evento della stagione. Anzi, dell’anno. Anzi, di più, si prepara a materializzare uno dei sogni di molti rocker siciliani: i R.E.M., lungo il viaggio che da Stoccolma li porterà in Israele, si fermeranno per una data che si preannuncia storica, allo Stadio Cibali di Catania.

È l’apogeo della Catania immaginata (e in larga parte concretizzata) da Francesco Virlinzi della Cyclope. A far da supporto a quella data una band ancora semisconosciuta chiamata Radiohead e una band locale che è diventata l’orgoglio della Cyclope, di Virlinzi, di Catania e della Sicilia tutta. Il nome è stato accorciato per delle beghe giudiziarie con una assonante band romana ma tutti sanno che dietro quei Flor si nascondono loro: i Flor de Mal.  

Hanno un nuovo disco da promuovere. Ma, anche se non fosse, quel palco, quel momento, spettano loro per diritto acquisito e meritato.

Quel disco però c’è.

È stato registrato nel Febbraio di quell’anno ai Waterbird Studios con un nuovo batterista ad affiancare Marcello Cunsolo ed Enzo Ruggiero. Le canzoni sono ancora una volta una mirabile visione Paisley tutta italiana, distese di chitarre acustiche che rincorrono i R.E.M., i Rain Parade e gli inglesi Felt nei loro stessi labirinti, fino a raggiungerli nei mirabili intrecci di Aria, Bambino cattivo, Apri le braccia, Meglio vivere e poi costringerli alla rincorsa al ritmo hoedown di Veri dei e ad affondare i loro piedi tra le zolle del brullo, ispido paesaggio siciliano ne ‘U pizzo, mirabile canzone su una delle piaghe dell’isola, raccontata in cinemascope come in una pellicola di Sergio Leone. Nell’approdo definitivo del desert-rock italiano.

Sono le canzoni che i Flor porteranno sul palco quel 6 Agosto del 1995 in cui tutte le bussole d’Italia spostarono le loro lancette a Sud, come se quel gigantesco magnete chiamato Terra si fosse ribaltato.

E invece, da lì a breve, si sarebbero ribaltati loro. I Flor. Uno dei più rigogliosi e pizzuti arbusti endemici della Sicilia.          

                                                                                  Franco “Lys” Dimauro

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