DIE NERVEN – Fake (Glitterhouse)  

0

Come siete messi col tedesco? Io malissimo.

E col post-punk? Quel calderone che, detto così, non significa nulla ma che, sempre letto così, sai benissimo cosa ci troverai dentro?  

Se sapete infilarci le mani e le orecchie in quel calderone e starete attenti agli spigoli, trarrete ottime vibrazioni dal nuovo album dei tedeschi Nerven, triangolare formazione basso/chitarra/batteria che, nonostante ami presentarsi al pubblico come una ricetta esplosiva a base di Spiritualized, Can, My Bloody Valentine, Pink Floyd, Brian Eno, Elevators, Swervedriver e Ride, si muove invece a suo completo agio fra le ruggini di band come Sonic Youth, Ulan Bator, Constantines e Killing Joke. Sono canzoni tumultuose, come potete ben immaginare. Crescendo umorali di elettricità spuria e a tratti tenebrosa senza mai essere lugubre cui l’uso dell’idioma germanico, con le sue consonanti aspre ed appuntite, conferisce quella sorta di rigore e di impassibilità teutonica che a ben vedere ha affascinato decine e decine di artisti di estrazione wave.

Le canzoni del terzetto non si risolvono quasi mai nel classico e didascalico avvicendamento strofa/ritornello, scegliendo in qualche modo di restare imprigionate nel loro guscio, preferendo lo spettacolo del contorsionismo all’arte dell’escapismo, i labirinti alle scorciatoie, evitando dunque quasi sempre l’atto liberatorio e preferendo accumulare la tensione emotiva senza mai scioglierla.

Del resto è ai nervi e non ai testicoli che mirano. E l’obiettivo anche questa volta è stato centrato.   

                                                                                  Franco “Lys” Dimauro

Annunci