CHICKN – Wowsers! (Inner Ear)  

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Uno di quei gruppi che lo capisci già dal nome che si sono scelti e dai titoli che hanno affibbiato alle loro canzoni che sono un po’ matti. Ma poi metti su il loro disco e ne hai la conferma. Matti ma in qualche modo stupefacenti, con questa strana miscela fra prog, psichedelia, rock crauto e pop nobile in cui ti capita a volte di incrociare i Pink Floyd di Barrett (Too Many Parables), talaltra i PIL dei medi anni Ottanta (Elevational Love of Frank Zappa) e un attimo più avanti i Soundtrack of Our Lives inseguiti dall’elefante che barriva su Fun House degli Stooges (Am I Cher? oppure I Cry Diamonds). Ma travestiti benissimo.  

Io non li conoscevo fino a ieri, ma oggi è Mercoledì e in questo annuncio di bella stagione me li godo. Perché la loro musica trasmette un bel senso di libertà, di spazi aperti, di piedi che corrono e ossigeno che entra nei polmoni insieme a qualche nuvola di smog. Allucinazioni funk (Chickn Tribe) e trionfanti eco westcoastiane (l’estatica Egg of Love) completano il tutto, donandoci un imprevisto spicchio di primavera.    

 

                                                                                  Franco “Lys” Dimauro

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