VIBRAVOID – Vibrations from the Cosmic Void (Stoned Karma)

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Le uscite discografiche dei Vibravoid sono ormai un flusso incontrollato di polvere stellare. Non saprei dirvi quale sia il numero cronologico legato a questo Vibrations from the Cosmic Void (pubblicato peraltro in simultanea con un doppio live e un singolo di inediti) ma poco importa. Resta il fatto che la band tedesca riesce sempre ad organizzare un viaggio che è non solo intergalattico ma pure extra-corporeo.

C’è qualcosa di profondamente spirituale e di alchemico nella loro musica. Qualcosa che è intimamente connesso al nostro mondo interiore e alla sua risonanza nell’uno universale. Qualcosa che ha a suo modo a che fare col Namu myōhō renge kyō buddista e col codice binario del messaggio di Arecibo, oltre che con i 21 elementi citati nella quarta di copertina.

L’uomo e la sua proiezione nello spazio, sempre. Come nei Pink Floyd del periodo stellare, evocati nella lunghissima The Intergalactic Playground in mezzo ai riverberi di sitar e ai ronzii di enormi cyborg-calabroni .

Rispetto a Mushroom Mantras, capolavoro dello scorso anno, la densità media dei pezzi si è rarefatta, raggiungendo spesso la consistenza del pulviscolo e le sembianze di uno space-rock spettrale. E, quando la musica si addensa, la reiterazione persuasiva ed evasiva assieme sale al trono in maniera prepotente, riportandoci a qualcosa di ancestrale e profondo. Vibravoid è ancora una volta viaggiare restando immobili a casa propria. Cercando in qualche modo un mondo migliore e una via per raggiungerlo.   

 

                                                                                  Franco “Lys” Dimauro

 

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