MOJO NIXON AND SKID ROPER – Frenzy! (Restless)  

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Iniziamo col dire che Where the Hell’s My Money, Gonna Eat Them Words, Ain’t Got No Boss, Burn Down the Malls o The Amazing Bigfoot Diet e il rockabilly straccione di Jesus at McDonald’s sono tra le cose più belle e puzzolenti del roots-rock americano degli anni Ottanta.

Altro che l’imbellettata merda passata sul mercato come “Americana”. Qui siamo dentro una palude dove lo yodel si fonde con lo stomp-blues di Captain Beefheart, nello spirito dissacrante che era all’epoca condiviso con Violent Femmes e Meat Puppets.

Tutto sembra una burla, dentro i dischi di Mojo Nixon e del suo compare Skid Roper, eppure nulla lo è. Come quel campanellino da registratore di cassa e quel piatto sordo che risuonano dentro la bellissima cover domestica di Be My Lover di Alice Cooper o l’armonica a bocca che da sola si prende la briga di far da supplente a tutto il corpo docente degli Iron Butterfly.

È come stare a sentire Howlin’ Wolf raccontare barzellette. Con la consapevolezza di aver pur sempre davanti Howlin’ Wolf.

Canzoni per cui anche bisonti e gnu potrebbero fermarsi e mettersi a ballare, pestando su quella terra di piscio e speranza che è l’America.  

                                                                                  Franco “Lys” Dimauro