TWIN GUNS – Imaginary World (Big Neck)  

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Garage sinistramente noir quello che sgorga come fiotti di sangue dal quarto album dei Twin Guns. Un suono gotico fino all’inverosimile, che riesce a saldare in maniera definitiva il rattrappito rock ‘n’ roll di Cramps e Beasts of Bourbon col cupo livore psicopatico di band come Crime + the City Solution o Scientists e la tradizione dark che dai Fields of the Nephilim arriva fino ai Black Rebel Motorcycle Club (basterebbe dare una scorsa ai titoli e ai testi, per capire quanto quell’immaginario si sia insinuato nel loro DNA).  

I suoni, riverberati al limite del parossismo, alternano accelerazioni psychobilly a ballate dal passo greve e macilento. Tutto dai toni molto, molto anni Ottanta, come dentro il tempio dei Lords of the New Church.

È quello il mondo che immaginano i Twin Guns. Truculento ed infetto, una spiaggia di sabbia vulcanica bagnata da onde che vengono ad uccidere, non a rinfrescare.

Se vi piacciono i tropici, non venite a fare il bagno qui.

 

                                                                                              Franco “Lys” Dimauro

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