THE JETZ – The Anthology 1977-79 (Queen Mum)  

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Per quanti, come me, amano alla follia le cosiddette “one-hit wonders” ovvero le band destinate ad essere bandite da qualsiasi enciclopedia dedicata ai migliori album di qualsiasi stagione semplicemente perché tecnicamente non ne hanno mai inciso alcuno, gli inglesi Jetz sono una vera leggenda.

Lo sono sicuramente per me. E a me delle vostre leggende interessa poco o niente, soprattutto se sono quelle che postate in rete man mano che il tristo mietitore le aggiunge al suo raccolto. Nati nel 1976, col vento punk che è ancora una bonaccia e morti meno di tre anni dopo quando invece quel vento ha sradicato quasi tutto, i Jetz realizzarono un solo singolo nei primi mesi del 1978 che curiosamente la EMI decide di pubblicare in ben cinque stati europei ma non nella loro Inghilterra. Vai a capire il perché. I due pezzi destinati a quel singolo (il secondo dei quali viene però sostituito in fase di stampa) sono però tra i più belli di tutto il power-pop inglese e sono quelli che, ovviamente, danno il via a questa raccolta fortemente voluta dalla Queen Mum che si è presa la briga di contattare Den Pugsley per farsi consegnare quanto c’era ancora di buono nel suo archivio personale. E di roba buona ce n’era, gloriaddio.

The Anthology 1977-79 ha infatti una dozzina di bellissime pepite che faranno la gioia di quanti stravedono per band come Only Ones, Knack, Undertones, DM3, Real Kids o per i più recenti Sick Rose.

Dodici canzoni bellissime che mostrano capacità melodiche davvero disarmanti e chitarre che hanno sempre qualcosa da dire. E sempre di meno scontato di quanto ogni giorno vi capita vostro malgrado di dover sentire.  

 

                                                                                              Franco “Lys” Dimauro

 

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