BOB MARLEY & THE WAILERS – ‘Natty Dread’ (Tuff Gong)  

Il tour di supporto a Burnin’ è l’ultimo atto ufficiale del triumvirato Marley/Wailer/Tosh (un atto già monco, in realtà, con Bunny Wailer sostituito sul palco con Joe Higgs, NdLYS). ‘Natty Dread’ è dunque a tutti gli effetti il primo disco “solista” di Bob Marley, realizzato come tutti col preziosissimo contributo dei fratelli Aston e Carlton Barrett e con i nuovi ingressi del tastierista Jean Alain Roussel (suo l’Hammond famoso di No Woman No Cry) che finirà come tastierista aggiunto nei Police e del chitarrista Al Anderson, primo musicista non giamaicano ad essere reclutato nella band.

Ma le novità più importanti di ‘Natty Dread’ sono in realtà altre: la scelta in parte obbligata di sostituire il ruolo vocale lasciato vacante da Tosh e Wailer con delle voci femminili (tra cui quella della moglie) e il tentativo di sfruttare quel nuovo marchingegno elettronico che è la drum machine. Un approccio timido e neppure troppo felice nei risultati che però mostra l’esigenza di trovare nuove soluzioni ad un suono che Marley e Chris Blackwell vogliono riuscire a vendere ad ogni costo. Ma, nonostante questa fallita e per fortuna presto abbandonata tentazione, ‘Natty Dread’ è disco di una bellezza estrema, dove l’amore per il rastafaresimo e l’ancora vivida attitudine ribelle convivono in piena simbiosi (Natty Dread, Rebel Music, Revolution, So Jah Se, Them Belly Full, Talkin’ Blues), l’abbandono definitivo nel concetto dell’“I and I” della religione rasta come atto lirico di fede.         

L’album contiene inoltre il primo set di canzoni che avrebbero costretto Rita Marley a comparire molti anni dopo in tribunale assieme, fra gli altri, agli avvocati della Island e della Tuff Gong per difendersi dalle accuse della Cayman Music di Danny Sims cui Marley in quel periodo era ancora legato da un contratto di edizioni musicali e che pur tuttavia il cantante giamaicano pensò bene di “raggirare” garantendo una pensione tranquilla alla moglie e all’amico Vincent Ford costretto ad una carrozzina da un diabete particolarmente affamato. A loro e ai musicisti della band Marley pensò di intestare 2/3 del set (sul disco successivo avrebbe loro affidato la paternità di tutta la scaletta, con la sola eccezione di Night Shift, NdLYS), riuscendo a procedimento giuridico concluso, a raggiungere il suo intento. Se non fosse riuscito a salvare le moltitudini con la spiritualità, avrebbe quantomeno riuscito a garantire economicamente il sostegno dei pochi.

Perché in fin dei conti nell’attesa di sapere se ti sarà destinato un pezzo di giardino nell’aldilà, puoi sempre comprare un bel pezzo di terra e fartelo qui, il tuo piccolo paradiso.

   

                                                                                  Franco “Lys” Dimauro

 

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...