TY SEGALL – Freedom’s Goblin (Drag City)  

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Il nome zoologico di Ty Segall è Chamaeleonidae strenoissimum: camaleonte sgobbatore. Un’attività alacre ed incessante che in dieci anni ha cominciato a dare i suoi frutti: Ty è adesso la testa d’ariete della Drag City e uno dei nomi più prestigiosi di tutto il rock ‘n’ roll trasversale americano. Il suo ultimo camuffamento lo vede vestire i panni di Prince, la cui scomparsa ha ridato credibilità ad un progetto troppo spesso liquidato senza appello, tanto che è un po’ dalle parti di Minneapolis che hanno planato ultimamente altri personaggi come Beck e Jack White.

Fragore funk in salsa rock che prima circuisce andando addirittura a spolverare gli Hot Chocolate ed infine stordisce infilandosi nei vicoli di mattoni e ferro arrugginito dei Contortions (i dodici strazianti minuti di And, Goodnight). E se è vero, come lo è, che Prince amava palesare i suoi, di amori (dai Beatles ad Hendrix), Segall fa altrettanto andando ad inseguire medesime visioni di pop agrodolce dei primi e le svisate elettriche del secondo e aggiungendo al parco giochi qualche facile scivolo per i suoi eroi Marc Bolan e Neil Young. Freedom’s Goblin finisce così per essere un disco-contenitore dove Segall può dare mostra del meglio si sé, dall’abominevole all’adulatore.

Scegliete voi se vi piace farvi leccare i piedi o farvi penetrare a sangue, c’è un Segall per ognuno dei vostri vizi.

 

                                                                                              Franco “Lys” Dimauro

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