SUGAR – Copper Blue (Rykodisc)  

1

C’è un momento esatto quando gli Hüsker Dü diventano i Pixies. Quel momento si intitola A Good Idea ed è il secondo pezzo in scaletta nel disco di debutto degli Sugar, la band post-Hüskers di Bob Mould. C’è pure un momento in cui Mould inventa i Foo Fighters, ed è l’attimo immediatamente prima. Dopo due notevoli dischi in proprio, Mould è nuovamente alla guida di un trio, stavolta senza dover usare il bilancino per la spartizione del songwriting come era accaduto ai tempi del sodalizio con Grant Hart. La musica è l’apoteosi del rock chitarristico di marca Mould, ormai di fatto abile nell’aver fatto virtù della necessità di riempire gli spazi immensi che il power-trio obbliga a coprire. La sua chitarra è statuaria e offensiva, carica di elettricità statica e pronta a dispensare un dilagante effluvio di distorte progressioni di accordi, di note aperte necessarie per saturare lo spazio armonico, in una sorta di sacrilega ma efficace bretella di raccordo fra Johnny Ramone e Roger McGuinn (Helpless, Fortune Teller) ammorbidita dalla sua voce e dalle soluzioni melodiche sempre efficaci.

Copper Blue, pur con i suoi eccessi di “zucchero” (gran nome di merda, Mr. Mould) e qualche bruttura evitabile (le tastiere prog di Hoover Dam che non erano davvero necessarie), rappresenta dunque l’archetipo perfetto del modello-Mould. E, va da se, di almeno il 33% dell’alternative rock americano.

Però magari la prossima volta lo zucchero lo prendiamo di canna, eh?

 

                                                                                  Franco “Lys” Dimauro

 

 

Annunci